SCUOLA/ I prof? Non intellettuali, ma “artigiani” del sapere

- Associazione Diesse

Il numero in uscita di Libertà di Educazione, rivista trimestrale di DIESSE, è tutto dedicato alle “Botteghe dell’Insegnare”: docenti che comunicano ad altri un’esperienza di esplorazione appassionata della realtà

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Il numero in uscita della rivista Libertà di Educazione è interamente dedicato alle “Botteghe dell’Insegnare”, una modalità di condivisione del sapere e di maturazione della professionalità docente lanciata dall’associazione Diesse in occasione della Convention-Scuola 2009 (Pesaro, 24-25 ottobre).

Che cosa sono le “Botteghe”? Guardate dall’esterno, riprendiamo l’editoriale del fascicolo, esse riproducono una situazione (una sala, un’aula, un ambiente) non molto diversa dagli spazi di insegnamento e comunicazione ai quali siamo abituati: un relatore, un messaggio che viene lanciato, alcuni interventi dei presenti, una conclusione, degli avvisi… Se partecipate, colte dall’interno e vissute, le Botteghe sono un luogo iniziale in cui qualcuno si prende cura di qualcun altro (anzitutto, il docente più esperto del docente più desideroso di imparare). Perciò nelle Botteghe è a tema un certo tipo di sapere disciplinare che si trasmette nella scuola per mezzo di attività e materie, ma è nello stesso tempo a tema il desiderio di trasmetterlo e il desiderio di apprenderlo da parte del docente. Il centro è la competenza di qualcuno, ma più ancora la questione del “come e perché” questa competenza si ottiene, si sviluppa e si rinnova.

L’aspetto decisivo delle Botteghe è la capacità di aderire o di “criticare” ragionevolmente l’ipotesi introduttiva, dal punto di vista della situazione di insegnamento di ciascuno (e non, viceversa, il semplice racconto di quello che si fa, avulso da un confronto e da un paragone).

In fondo, insegnare non è mai ripetersi o prendere la via di fuga di un programma prestabilito in maniera schematica. 

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Dalle Botteghe alla scuola il passo è semplice: l’immagine della bottega dell’artigiano come luogo in cui l’adulto, mentre è all’opera, si tiene vicino il giovane, sembra adeguata per qualificare lo spazio-tempo dell’ora di lezione. Qui il problema non è di trasmettere regole e contenuti, ma di com-partecipare un’esperienza di esplorazione appassionata della realtà. Qui, l’adulto senza interrompere il suo lavoro tiene d’occhio l’allievo e lo incoraggia a “fare” insieme a lui.

I materiali prodotti in occasione della Convention del 2009, insieme alle relazioni tenute al convegno (e altro ancora), si raccolgono in maniera serrata nella rivista, a rappresentare non solo un evento che si è realizzato, ma soprattutto una serie numerosa di piste di lavoro che porteranno in maniera proficua al prossimo appuntamento (ottobre 2010).

 

I quaderni di Libertà di Educazione – n.21 (www.diesse.org)

Scritti di:

Rosario Mazzeo, Paolo Ravazzano, Flavia Pecorari, Pietro Baroni, Enzo Arnone, Maria Mara Monetti, Rosina Colella, Grazia Cotroni, Stefania Barbieri, Anna Paola Longo, Giuseppe Peranzoni, Villi Demaldè, Paola Zannini, Gabriele Ferrè, Luciano Quattro, Claudio Villa, Emanuele Triggiani, Matteo Foppa Pedretti, Carlo Di Michele, Felice E. Crema, Rosi Rioli, Laura Bertolotti, Andrea Caspani, Francesco Marinozzi, Cristina Milesi e Caterina Giojelli.

Interviste a:

Prof. Paolo Tortora, Prof. Giancarlo Cesana e Prof. Fabrizio Foschi

 

 

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