Intelligenza artificiale cambierà 75% dei lavori/ Cresce disallineamento domanda offerta

- Valentina Simonetti

Cme cambia il mondo del lavoro nell'era dell'intelligenza artificiale? Da uno studio predittivo emerge che molte professioni e competenze saranno più richieste, mentre altre diminuiranno

Telefonino Lavoro Scrivania Pixabay1280 640x300 (Pixabay)

L’intelligenza artificiale sta cambiando il mondo del lavoro in modo radicale. Da uno studio predittivo sul futuro delle competenze nell’era digitale condotto da Manpower Group e pubblicato sul Sole 24 Ore, emerge che il 75% delle professioni attuali cambierà adattandosi alle nuove esigenze del mercato. Molte figure e qualifiche cambieranno, per altre aumenterà la richiesta, mentre alcune purtroppo saranno destinate a scomparire. Le criticità in Italia saranno soprattutto basate su un problema che è ormai diventato cronico, cioè il mismatch tra domanda a offerta, che a causa dell’IA continuerà ad aumentare.

Questo perchè la formazione scolastica ed universitaria farà sempre più fatica a tenere il passo rispetto all’innovazione tecnologica. Il risultato sarà una carenza di competenze specifiche non allineate con le esigenze di mercato. Il problema riguarderà soprattutto i neolaureati in materie tecnologiche, scienze agrarie, disegno industriale e grafica. Come sottolinea lo studio, c’è necessità di intensificare un’azione di aggiornamento, per rimediare alla ricerca di talenti. Per questo per raggiungere gli obiettivi del Pnnr in materia di tecnologia occorrerà integrare l’algoritmo nell’istruzione per allineare l’offerta formativa alla carenza di personale in determinati settori.

I professionisti più richiesti nell’era dell’intelligenza artificiale

Le professioni che saranno sempre meno richieste nell’era dell’intelligenza artificiale sono soprattutto quelle legate ai servizi. Come ad esempio i centralinisti, gli addetti al call center, i venditori a distanza, gli intervistatori telefonici, ma anche i venditori di biglietti e gli operatori di cassa. Ci sarà invece un aumento per la richiesta di dipendenti nel settore delle assicurazioni e delle banche. Ma anche per profili ad alto contenuto creativo come: architetti, progettisti e pianificatori. Per questo la scuola dovrà svolgere un ruolo primario per permettere ai ragazzi di entrare nel mondo del lavoro già allineati con le competenze richieste dal mercato.

L’orientamento infatti sarà centrale nella formazione, come spiega Mario Mariani, amministratore di Sanoma Italia: “L’obiettivo dovrà essere aiutare i giovani a trovare il percorso lavorativo migliore“. Altro necessario cambiamento da gestire per le aziende sarà quello di riqualificare l’attuale forza lavoro su competenze green. In quanto l’attuale 94% delle organizzazioni globali ha ammesso di non avere personale sufficientemente formato per gestire la sostenibilità.





© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultime notizie di Lavoro

Ultime notizie