#IOAPRO, PROTESTA RISTORATORI CONTRO DPCM GOVERNO/ Iniziativa flop: poche adesioni

- Silvana Palazzo

#IoApro, oggi continua la protesta dei ristoratori che sfidano il nuovo Dpcm: l’iniziativa però non decolla, le parole di Vissani

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Immagine di repertorio (Pixabay)

Non decolla la protesta #IoApro. L’iniziativa dei ristoratori contro il Dpcm del Governo non ha trovato le adesioni immaginate in un primo momento: da Nord a Sud, pochi locali hanno tenuto aperto in barba alle restrizioni imposte dall’esecutivo. Probabilmente ha pesato la presa di distanze delle associazioni di categoria – Confcommercio e Confesercenti – in vista dell’incontro in programma lunedì con il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli. Senza ovviamente dimenticare le pesanti multe, da 400 a 3.000 euro.

Intervenuto ai microfoni de La Stampa, Gianfranco Vissani ha dichiarato di essere dalla parte dei ristoratori in protesta: «Da presidente onorario dell’associazione Ristoritalia mi fa piacere sostenere questa ribellione virtuale e pacifica, non siamo seguaci di Trump ma dobbiamo vivere. Ormai tanti imprenditori rischiano di morire di fame». (Aggiornamento di MB)

#IOAPRO, PROTESTA RISTORATORI: LA SFIDA AL DPCM

Dopo aver viaggiato sui social, la protesta dei ristoratori prende forma oggi, venerdì 15 gennaio 2021. Si chiama “IoApro” ed è stata fissata non a caso nella giornata odierna, alla vigilia dell’entrata in vigore del nuovo Dpcm che dovrebbe introdurre ulteriori restrizioni per bar e ristoranti. Dopo mesi di chiusure, ne sono seguiti altri di aperture e chiusure a seconda del “colore” attribuito alla propria regione di appartenenza. Una situazione che ha complicato ulteriormente la situazione. Da qui la decisione di una protesta pacifica, sotto forma di “disobbedienza civile” senza però arrivare a trasgredire le norme. L’idea è di far sedere i clienti ai tavoli ma senza farli consumare, solidarizzando con una categoria allo stremo per la crisi causata dalla pandemia Covid. La protesta, come anticipavamo, è partita dai social a colpi di hashtag #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna. Tutto è partito da un appello su Facebook di Maurizio Stara, titolare di un pub di Cagliari. Poi ha chiesto l’adesione agli altri gestori in tutta Italia. «La nostra è una protesta pacifica volta a dimostrare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di rispettare e far rispettare le regole di prevenzione del Covid-19», ha dichiarato, come riportato da Repubblica. A parlarne anche Augusto Patrignani, presidente della Confcommercio della provincia di Forlì-Cesena, intervenuto ai nostri microfoni.

#IOAPRO, MATTEO SALVINI AL FIANCO DEI RISTORATORI

Partita in Sardegna, la protesta IoApro ha coinvolto subito migliaia di ristoratori in tutta Italia. Da oggi potrebbero essere almeno 50mila i ristoratori che apriranno in tutta Italia a pranzo e cena, nel rispetto del distanziamento e delle norme anti Covid. Non è comunque possibile fare previsioni al momento in merito alle adesioni alla protesta #IoApro, a causa del rischio di sanzioni amministrative anche per clienti e penali in base alla situazione che le forze dell’ordine potrebbero trovare nel locale. Molti imprenditori, che di impulso avevano aderito, si stanno tirando indietro. Stando a quanto riportato dal Gazzettino, le forze dell’ordine hanno ricevuto direttive specifiche dal ministero dell’Interno. I ristoratori che aderiranno parlano di «limitazione della libertà», mentre le prefetture parlano invece di una tutela nei loro confronti in quanto potrebbero essere costretti ad elevare sanzioni verso attività che sono state già fortemente colpite dalla crisi economica legata alla pandemia Covid. La situazione, dunque, è delicata. Al loro fianco comunque c’è Matteo Salvini. «È una iniziativa che non è portata avanti da fuorilegge, nè da negazionisti, ma da migliaia di uomini e donne, piccoli imprenditori, artigiani, che vogliono pagare la gente, che vogliono lavorare. Si parte venerdì. Avranno dei protocolli molto rigidi, ma non ce la fanno più. Dicono che non riescono a pagare i fornitori, basta zone gialle, arancioni», ha dichiarato il leader della Lega nei giorni scorsi.

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