Ira Mattarella su Conte per gestione Coronavirus/ Retroscena: pronto Governo tecnico?

- Niccolò Magnani

Ira Colle per la gestione di Conte del Coronavirus: retroscena, possibile Governo tecnico già pronto? Il messaggio di Renzi e l’ok di Salvini

Conte e Mattarella
Quirinale, Sergio Mattarella e Giuseppe Conte (LaPresse)

Sono solo voci che con ogni probabilità verranno smentiti nelle prossime ore come da rito consueto: eppure quanto riportato da Dagospia in merito alla grave emergenza del Coronvirus in Italia, vi sarebbe parecchia irritazione al Colle per l’intera gestione dell’epidemia da parte del Governo, in particolare per il Premier Giuseppe Conte. Le fonti di Dagonews riportano il “fastidio” per le continue apparizioni in tv del Presidente del Consiglio nei giorni di picco massimo della crisi da Covid-19 che potrebbero aver “contribuito” all’allarmismo poi esploso a livello sia politico che soprattutto social, con gli eventi cui tutti abbiamo potuto assistere in questi giorni di massima emergenza. «L’ultima botta di comunicazione che non è stata affatto apprezzata è stata la riunione straordinaria del Consiglio dei Ministri presso la Protezione Civile, tipo bunker in tempo di guerra», ribadisce Dagospia. La critica è contro il Premier ma anche, se non soprattutto, contro il grande “architetto” della comunicazione del Governo Rocco Casalino. La linea dei rumors è abbastanza chiara e netta: Casalino e Conte avrebbero “cavalcato” l’emergenza per “distrarre” le beghe interne al Governo nel periodo immediatamente pre-crisi Coronavirus (prescrizione, Ilva, Autostrade, Legge elettorale, etc etc..). Secondo le medesime fonti di Dagospia presso il Colle, l’irritazione di Mattarella è stata parimenti anche con gli attacchi di Salvini mentre è stata apprezzata il “basso tono” tenuto da Meloni e Berlusconi nel pieno della crisi epidemia: «dirigenti e funzionari ”stabili” e non di nomina politica non sanno più come gestire il potere dilagante di Rocco, che ha accentrato tutte le decisioni e non lascia toccare palla a nessun altro», ribadisce Dagospia.

CORONAVIRUS, PRONTO IL GOVERNO TECNICO? IL RETROSCENA DI PORRO

Dalla sovraesposizione mediatica del Premier alle “mosse” di Casalino, l’obiettivo di distrarre una situazione ben più “impaludata” come quella del Governo Conte-2 è il retropensiero dei rumors che si rincorrono giorno dopo giorno mentre prosegue l’emergenza Coronavirus (che resta reale e vera, va sempre la pena ricordarlo). Non solo, secondo il retroscena rivelato dal giornalista Mediaset Nicola Porro (vedi video qui sotto, ndr) il “circo” messo in piedi da Casalino sarebbe stato approntato come ultima mossa per salvare la permanenza dell’avvocato del popolo a Palazzo Chigi. Motivo? Ci sarebbe già pronto un Governo tecnico che porti a termine diverse riforme costituzionali e immediate, con il cambio della legge elettorale e la preparazione delle prossime Elezioni ad inizio 2021. A parziale conferma di come le questioni interne al Governo non vadano per niente nel verso giusto, su Il Giornale di questa mattina l’ex parlamentare Augusto Minzolini riportava del sms mandato da Matteo Renzi al Governatore della Lombardia Attilio Fontana dopo il durissimo scontro avvenuto con il Premier sulla gestione del Coronavirus. «Se hai bisogno di qualcosa fammi sapere. Sono d’accordo che bisogna evitare le polemiche, ma dare in pasto ai media la sanità lombarda e litigare con Fontana che sa governare davvero, a me sembra un errore madornale»; non solo, sempre secondo Minzolini, Renzi avrebbe ribadito che Conte «ha una grande occasione per dimostrare ciò che vale, ma se non ce la fa, volenti o nolenti, saremo chiamati a scegliere tra uno o due mesi tra un governo tecnico o un governone di alto profilo che abbiano la capacità di fronteggiare una crisi che mette paura». Questo pomeriggio, davanti all’ipotesi di un “cambio Governo”, il leader della Lega Matteo Salvini ha risposto così ai giornalisti in Senato: «Questo governo è in grado di gestire questa emergenza? La mia risposta é no, quindi noi non siamo disponibili a inciuci. Se c’è da prendere per mano il Paese con una data certa delle elezioni, siamo a disposizione ma non è questo il governo..».



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