IRENE PIVETTI, RESTITUITI 4 MILIONI DI EURO/ Giudice non convalida sequestro Gdf

- Dario D'Angelo

Irene Pivetti, restituiti 4 milioni di euro: il gip di Milano, Giusy Barbara, non convalida il sequestro preventivo operato dalla Procura.

Irene Pivetti
Irene Pivetti (LaPresse, 2020)

Il gip di Milano Giusy Barbara ha disposto la restituzione di 4 milioni di euro nei confronti di Irene Pivetti e di un suo consulente, tra gli indagati con le accuse di riciclaggio, autoriciclaggio e frode fiscale in un’inchiesta della procura meneghina aveve come oggetto una serie di operazioni commerciali, in particolare la compravendita di tre Ferrari Gran Turismo, che avrebbero avuto lo scopo di riciclare proventi di un’evasione fiscale. Il giudice ha dunque deciso di non convalidare il sequestro preventivo d’urgenza effettuato lo scorso 18 novembre dalla Guardia di Finanza ed eseguito contestualmente all’avviso di chiusura delle indagini nei confronti di Irene Pivetti e altre sei persone. Come riportato da “Il Corriere della Sera”, si tratta del consulente Pier Domenico Peirone, il pilota di rally ed ex campione di Gran Turismo Leonardo “Leo” Isolani, la moglie Manuela Mascoli, la figlia di lei Giorgia Giovannelli, il notaio Francesco Maria Trapani e un altro imprenditore.

Irene Pivetti, restituiti 4 milioni di euro

Ma a cosa si deve la mancata convalida del sequestro preventivo nei confronti di Irene Pivetti da parte del giudice per le indagini preliminari di Milano Giusy Barbara? Secondo quanto appreso dal Corriere della Sera, il giudice non avrebbe condiviso l’impostazione giuridica della Procura, ritenendo che il reato presupposto ai fatti contestati debba avere una differente qualificazione. Della somma che era stata posta sotto i sigilli della Guardia di Finanza e che adesso è stata sbloccata, 3 milioni e mezzo di euro risultano riconducibili ad Irene Pivetti, 500mila euro al suo consulente. Nel frattempo il legale dell’ex presidente della Camera, Filippo Cocco, ha così commentato la svolta dlele ultime ore: “Non cambia il nostro atteggiamento. Leggeremo le carte ci presenteremo davanti al pm per essere ascoltati“. Dal canto suo Irene Pivetti all’AdnKronos si è detta “molto contenta di questo atto che mi sembra aiuti a una migliore ponderazione. Detto questo, resto a disposizione del magistrato per fornire tutti gli elementi che possano essere utili a integrare il quadro e quindi a fare piena luce sui fatti. Sono molto molto serena“. Poi ha aggiunto: “Come ho detto anche altre volte, sono solo che contenta che si indaghi con calma e precisione su una vicenda intricata, mettere insieme vicende che non hanno legami fa diventare tutto un po’ confuso e complicato. Penso che la calma e il tempo aiuti e che i magistrati facciano ovviamente bene ad andare fino in fondo, noi restiamo qua a fornire dati utili e tutte le informazioni possibili“.



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