“Italia può essere decisiva per la pace in Ucraina”/ Paniccia (Asce): “L’UE è debole senza Germania”

- Lorenzo Drigo

Il professor Paniccia ritiene che l'Italia potrebbe giocare un ruolo diplomatico centrale per aprire un negoziato di pace tra Russia e Ucraina mentre l'UE è sempre più in ombra

droni ucraina guerra 2023 lapresse 640x300 Militari ucraini controllano con droni le manovre al confine con la Bielorussia (Foto: 2023, LaPresse)

Il professor Arduino Paniccia, presidente dell’Asca (la scuola di competizione economica internazionale con sede a Venezia), ha parlato della guerra in Ucraina sulle pagine del quotidiano Avvenire, sottolineando il ruolo centrale che l’Italia potrebbe avere nell’aprire un negoziato di pace. Prima, però, ci tiene anche a parlare dell’attuale ruolo degli USA nel conflitto, dopo che hanno varato un nuovo pacchetto di aiuti, e di quello (sempre più flebile) dell’Unione Europea.

Paniccia ritiene che “la visita di Blinken” in Ucraina, serviva sicuramente per dimostrare l’apprezzamento americano al nuovo ministro della Difesa, Rustem Umerov, ma anche a dimostrare che gli USA “continuano a sostenere pienamente Kiev, nonostante la linea difensiva russa non sia crollata né le vicende legate a Prigozhin abbiano provocato il collasso interno del regime”. La controffensiva dell’Ucraina, spiega Paniccia, ha infatti guadagnato terreno, “ma non in modo determinate”, sottolineando che ora più che mai “ha bisogno degli aiuti della coalizione“. Centrali ora saranno anche le azioni diplomatiche, secondo il docente, che “si apriranno con l’Assemblea generale delle Nazioni Unite convocata il 19 settembre, con l’intervento di Zelensky”, programmato per il 20.

Paniccia: “Italia può essere centrale per le trattative in Ucraina”

Azioni diplomatiche in cui, secondo Paniccia, l’Europa non sarà in grado di esercitare l’azione desiderata, sottolineando che “all’inizio dei combattimenti era molto attiva [ma] adesso pare assolutamente nell’ombra“. Una posizione svantaggiata, dovuta al fatto che “la Germania è ‘sparita dei radar'” per un’istituzione che è stata “diretta per una ventina di anni dall’asse franco tedesca”.

Infatti, secondo Paniccia l’attuale diffidenza della Germania sarebbe dovuta alla scoperta che “l’attacco al gasdotto Nord Stream era stato organizzato da un gruppo pro-Ucraina“. Il rischio, attualmente, è che “alla fine si arrivi a una pace risultato di compromessi invece che frutto delle esigenze razionali dell’Unione Europea che presto accoglierà l’Ucraina come suo membro”, ma che secondo il professor Paniccia potrebbe essere attenuato dal “ruolo dell’Italia [che] potrebbe essere molto importante. Il sostegno all’iniziativa della Santa Sede [e] una decisiva iniziativa dell’Italia potrebbero aprire degli spazi diplomatici importanti“.







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