Kabir Bedi/ “Durante riprese Il Corsaro Nero rischiai la vita, stavamo per annegare”

- Chiara Ferrara

Kabir Bedi, nel corso della puntata di Che tempo che fa di domenica 24 ottobre, svela alcuni retroscena della sua carriera: ha rischiato persino di morire

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Kabir Bedi in collegamento a Che tempo che fa

Kamir Bedi, in collegamento da Mumbai con Che tempo che fa, ha parlato del suo nuovo libro, dal titolo “La mia avventura umana”. Al suo interno il racconto di una vita, privata e professionale, fin dagli inizi ad oggi. Una parte importante è dedicata alla famiglia. “Un capitolo è  sui miei genitori, che sono stati straordinari. Mia madre era una infermiera, mentre mio padre un filosofo italiano. Due persone che hanno rinunciato a tutto per combattere per l’indipendenza dell’India. Avevano un rapporto incredibile”.

E spiega: “Il mio libro riguarda le storie più emotivamente profonde della mia vita, tra alti e bassi. È il racconto del viaggio di un essere umano, con i suoi punti di forza e di debolezza: dai successi da attore di Hollywood e in Europa agli errori più incredibili. È un libro che viene dal cuore”. Al suo interno anche un aneddoto: “Io ho intervistato i Beatles quando lavoravo in radio. Ero il loro più grande fan e quando sono arrivati a Nuova Delhi ho voluto intervistarli a tutti i costi. Ho parlato col manager e sono riuscito a convincerlo. Per me riuscire ad essere nella loro stessa stanza è stata un sogno. Rappresentavano gli anni Sessanta, la rivoluzione sociale e sessuale, in sostanza erano il simbolo di quel periodo”.

Kabir Bedi e le riprese de Il Corsaro Nero

Nel corso della puntata di Che tempo che fa, inoltre, Kamir Bedi ha raccontato alcuni particolari episodi del dietro le quinte della sua carriera. Due, in particolare, in occasione dei quali ha rischiato grosso, tanto da prendersi uno spavento.

“Quando ho fatto Il Corsaro Nero stavo affogando, è stata la scena più pericolosa della mia carriera. Dovevo saltare fuori dalla nave, ma sono caduto in nave. Avevo gli stivali, si sono riempiti d’acqua e non riuscivo ad emergere. Non so come sono riuscito a sopravvivere. La nave che stavamo utilizzando, inoltre, non era un galeone reale, bensì era trascinato da un rimorchiatore. A un certo punto hanno fatto una manovra e si è inclinato e abbiamo iniziato ad affondare. Saremmo finiti sott’acqua se non ci avessero salvato: c’era alta marea. Era questione di pochi minuti. Abbiamo rischiato la vita due volte”, ha rivelato.



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