Serie A/ Juventus d’Italia, Inter di rigore. Ma l’Europa scappa…

- Alfredo Mariotti

Serie A ottava giornata: il commento di ALFREDO MARIOTTI sulle vicende dell’ultimo turno di campionato. L’Inter e l’addio dei Moratti, la vittoria della Juventus, i pareggi di Milan e Roma

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Mazzarri (infophoto)

Credo che uno dei grandi esempi di Amore (con la A maiuscola) sia quello che lega ogni tifoso alla sua squadra. E’ veramente un simbolo di gratuità, e quando la squadra ti tradisce non riesci mai ad abbandonarla, anzi trovi ogni motivazione più recondita per giustificarla: può essere colpa dell’allenatore, della società, dell’arbitro, ma mai della tua amata: la squadra. L’inno “You will never walk alone” vale per tutti i team del mondo. Riuscissimo ad applicare questo senso amoroso in tutte le situazioni della vita, il mondo sarebbe migliore.

C’è’ gente che nonostante le figuracce nelle coppe europee, i regali ricevuti e, spesso, non necessari, ama la Juventus. Costoro si accontentano di vincere in Italia dove, con la situazione attuale dei valori, ci giochiamo un campionato che chiamarlo mediocre è già un’esaltazione. In Italia alla Gobba basta la forza fisica per intimorire e battere le avversarie. Appena passa la dogana, dove ci vuole maggiore coraggio e organizzazione, niente da fare, anche i greci appaiono più forti. Poi alla domenica nessuna difficoltà col Palermo, anche se i siciliani possono recriminare per un rigore negato e un fallo di Chiellini nell’azione del secondo goal juventino. La Roma, che si era montata la testa, dopo la batosta contro le Monacotruppen non ha osato molto contro una Sampdoria ben allenata dall’ottimo Sinisa Mihajlovic. Ora è ritornata a tre punti dalla testa e, si sa, recuperare punti alla Juve non sarà facile. Sta andando forte Stramaccioni a Udine, è la squadra giusta per la sua dimensione di allenatore: farà bene, però l’Atalanta di quest’anno pare aver perso grinta e capacità di andare a rete. Avanza a grandi falcate la Lazio, è una sorpresa positiva per la lotta al terzo posto. Il Sassuolo ha vinto facilmente in casa di un Parma che, ripeto, si candida sempre più per la retrocessione. Vittoria tennistica del Napoli sul Verona che, al termine del primo tempo, si era illuso di poter tornare a casa con un risultato positivo. La panchina di Benitez si era surriscaldata più del Vesuvio ma, nella seconda parte, lo scatto di orgoglio dei campioni, che nei partenopei non mancano, hanno restituito a Rafa la possibilità di continuare a nutrirsi con i migliori babà del mondo.

L’Inter ha vinto a Cesena su rigore. La notizia è che ha avuto un rigore a favore e lo ha segnato. Sarebbe finita qui se, in settimana, non fosse successo il casino societario provocato dall’uscita dal Consiglio di Amministrazione della Beneamata di Moratti e dei suoi cari. Grazie alla famiglia Moratti ma c’era da aspettarselo. I Moratti hanno una visione romantica del calcio. E’una cosa bellissima che fa loro onore ma che, nella situazione attuale, è impraticabile in quanto necessità di investimenti di capitali che, anche per etica, oggi nessun italiano può e deve fare. L’ora dei mecenati è tramontata, le società calcistiche sono aziende che devono sopravvivere autonomamente, è necessaria una gestione manageriale e Thohir sta operando, magari non ancora bene, per questa trasformazione. Certo, la borghesia milanese 20 anni fa avrebbe fatto gruppo per non cedere questo simbolo della grande Milano, ma ora dobbiamo chiederci: questa borghesia fatta da industriali, commercianti, professionisti c’e’ancora? Ne dubito molto! D’altra parte, nonostante le apparenze, anche Roma e Juve vengono gestite in modo manageriale: sono pure quotate in Borsa. E’ evidente che però, data per scontatata l’eliminazione di costi eccessivi e inutili, non si può prescindere da investimenti che possano far incrementare i ricavi, non puoi esimerti dall’acquisto di qualche campione che faccia immagine se vuoi far fruttare il brand e incassare soldi con tournée internazionali. La Juve presenta Tevez, la Roma l’antico Pupone e l’Inter chi? Medel e M’Vila? Allora ristrutturare i debiti ma fuori il grano per un paio di investimenti! A Cesena si è svegliato Hernanes che, fino ad oggi, pareva più un Profeta di sventure e Kovacic non ha preteso di giocare da solo. I Bauscia non hanno certo brillato e non sono stati puniti per le occasioni da rete buttate: la partita e’stata da 6 appena appena. Quest’anno l’Inter ha brillato solo nel primo tempo con il Napoli. Ora o l’Inter vince mercoledì con la Samp o Mazzarri torni a San Vincenzo, là l’inverno è tiepido e senza nebbia è bello viverci.

Bella la vittoria di Zeman a Empoli. Come sempre sa far giocare le sue squadre, vincere dando spettacolo e non parlare a vanvera. Lancia giovani, vede la partita come pochi: meritava una carriera migliore. Partita noiosa quella serale fra Milan e Fiorentina. Al termine pareggio giusto fra due squadre che, fino al termine, lotteranno con Napoli e Inter per entrare nella Champions. La Fiorentina gioca senza punte, tutte in malattia, per cui è costretta a cercare la rete sempre da fuori e non sempre la fortuna ti aiuta (vedasi i primi due goal fatti all’Inter), il Milan le punte le ha ma Inzaghi le lascia in panchina. Come spesso succede gli allenatori, in Italia, impostano le gare con paura: giochiamo in difesa, non prendiamone e poi vedremo. Questo porta a rallentare il gioco, avere due squadre che giocano in 20 metri, a fare in definitiva dell’anticalcio. Poi pensiamo di competere in Europa!

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