Serie A/ Riforme per il calcio italiano: squadre miste e Balotelli di sinistra

- Alfredo Mariotti

Alfredo Mariotti analizza i verdetti emersi dalla dodicesima giornata del campionato di Serie A 2014-2015, dalle vittorie di Juventus e Roma negli anticipo al pareggio nel derby Milan-Inter

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Non c’è nessuna ancora di salvataggio, stavolta la Gobba ha vinto senza aiuti particolari fatti salvi quelli della Lazio che in campo così molle non scendeva da chissà quanti anni. Avevo appena visto la Maggica battere, con grande fortuna, un’Atalanta tonica e agguerrita che subito mi è capitata addosso l’armata juventina che, se giocherà così in Svezia, non lascerà purtroppo per mezza Italia alcun scampo alla squadra di Malmo. Come spesso accade in settimana la dirigenza bianconera aveva perso l’ennesima occasione per starsene zitta. Come si fa a dire che si è stati puniti ingiustamente e contemporaneamente perdonare Moggi per i danni procurati alla società torinese? Se perdoni qualcuno significa che gli addebiti delle colpe. E allora, per favore, stiamocene tranquilli senza continuare a rivangare colpe di anni fa, passate in giudicato e che, come giusto, gli sportivi desiderano solo non si ripetano. I problemi reali sono altri: giovani che non trovano lavoro, aziende che perdono competitività perché la mancanza di riforme non più rinviabili non permette loro di competere alle pari con la concorrenza internazionale.

Dice, giustamente e se ho capito bene il concetto, il prof. Gros-Pietro: per ogni giovane che non può trovare lavoro c’è una capacità in meno di produrre, e con questo una incapacità delle aziende ad aumentare la propria produttività, con rischio che ciò porti ad una diminuzione dell’attività tale da costringere l’impresa, articolo 18 vigente o meno, ad espellere altri lavoratori. Non so cosa ne pensi Landini ma mi pare così lapalissiana che sarebbe difficile, onestamente, confutarla. In settimana ci saranno le Coppe europee, pochi i problemi per le italiane, forse un poco più di rischi per la Roma. Non si sa che coppa settimanale si inventerà il Milan, l’altra settimana si è organizzata una amichevole denominandola pomposamente Trofeo Berlusconi e giustamente mostrata in TV fuori dall’orario protetto, contro il San Lorenzo: erano presenti allo stadio le famiglia Berlusconi, Galliani e alcuni loro cari. A proposito, sulla “rosa” l’ad di genere maschile dei casciavid ha lanciato un’idea che ilsussidiario aveva proposto sei mesi fa: una serie di incontri che vedano affrontarsi squadre miste delle grandi città. Sarebbero bellissimi incontri e porterebbero gente a riconciliarsi con gli stadi.

Spettacolare il pareggio fra Napoli e Cagliari. Il Napoli ha buttato alle ortiche la vittoria ma contro le squadre di Zeman, si sa, le partite non finiscono mai. Per fortuna dei partenopei l’avversaria più vicina per il terzo posto, la Sampdoria, ha rischiato la sconfitta con il Cesena e alla fine non è andata aldilà di raggranellare un punticino. Più faticosa del previsto la vittoria della Viola con l’Hellas. Il Parma non penso possa salvarsi dalla B dove non andrà il Sassuolo, che ha violato lo stadio del Torino. Duecentesima rete in serie A di Di Natale con Stramaccioni che sta guidando l’Udinese a navigare in acque tranquille, pur se con il Chievo ha buttato due punti già fatti. Sproloquio di Conte in settimana sulla Nazionale. Cosa pensava di trovare? Una bacchetta magica per trasformare i topolini in cavalli da corsa? Il livello del nostro calcio è questo, lui non credo goda di grande simpatia dei colleghi per cui cosa si può pretendere? Io intanto proverei a…

…far giocare sulla fascia sinistra Balotelli. Comunque sia è l’unico attaccante italiano in grado di fare la differenza e, tagliando da sinistra al centro, potrebbe far male agli avversari. Al centro non rende, non è dotato della necessaria intelligenza calcistica per dettare i passaggi per cui rimane fermo ad aspettare, tutti gli avversari l’hanno capito a differenza degli allenatori che lo gestiscono. Arriviamo al derby della capitale morale d’Italia. Non lo chiamo della Madonnina perché con il gioco che si è visto ho paura che si offenda. Nessuno dei ventidue in campo avrebbe trovato posto nelle due squadre di solo tre anni fa. L’Inter, con Mancini, ha almeno espresso una logica di gioco. La squadra però è composta da molti giovanottoni mediocri. Se fossero capitate a Milito le occasioni riservate a Icardi, almeno due su tre sarebbero finite in rete. Non parliamo poi della seconda squadra di Milano. Sembra un misto fra supposti campioni come il Faraone che ha fallito un paio di occasioni che nemmeno Egidio Calloni avrebbe sbagliato, e vecchie glorie come Essien, Muntari e Torres. Che abbia ragione la moglie di Pazzini a sollecitare l’ingresso del marito? Peggio di Torres non lo farei neanche io. L’Inter ha un po’ più margini di miglioramento ma se pensiamo che queste due squadre possano pensare di entrare in Champions non diciamolo a nessuno, ci farebbe ricoverare.

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