SERIE A / Da Lotito a Tavecchio e Sacchi: l’importanza del silenzio

- Alfredo Mariotti

ALFREDO MARIOTTI commenta i risultati della ventiquattresima giornata di Serie A, senza dimenticare la crisi del Parma, le recenti dichiarazioni e la follia dei tifosi del Feyenoord

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Carlo Tavecchio, 72 anni, presidente della FIGC (INFOPHOTO)

Di fronte al tanto ciarlare a tutti i livelli, vorrei dare una indicazione a tutti: politici, pseudo statisti e uomini di sport, capite la bellezza e l’importanza del silenzio e della riflessione. A livello mondiale non esiste uno statista che sappia indicare una soluzione ai focolai di guerra aperti in tutti i continenti: come è possibile parlare di ripresa economica quando ci sono guerre su tutti i mercati?

A livello nazionale si parla di grandi riforme e si partoriscono riformine facendo un casino in Parlamento che fa ridere tutto il mondo; nei partiti, se ancora esistono, non si capisce più se fanno parte della maggioranza o se sono all’opposizione, le alleanze sono a geometria variabile. Si parla di facilitare l’assunzione dei giovani al lavoro, non capendo che per aumentare i posti bisognerebbe che il lavoro ci fosse nel qual caso non abbisognerebbe alcuna legge, i posti nascerebbero automaticamente.

Il calcio non si fa mancare niente. Il Parma è praticamente fallito e, se si indagasse, chissà quante squadre professionistiche verrebbero scoperte vicine al tracollo. D’altra parte in tutti i settori economici chiudono imprese, non si capirebbe perché lo sport dovrebbe essere un’isola felice! Nonostante ciò dobbiamo continuare a sentire blaterazioni dei vari Lotito, Tavecchio, Sacchi ed altri personaggi che solo la fantasia popolare ha reso tali e famosi. E allora imploro veramente: prendiamo in considerazione la forza del silenzio!

Riflettendo capiremo come e cosa fare e non continuare a commentare dove sbagliano e cosa dovrebbero fare gli altri. A proposito di cosa fare, spero che nei confronti degli olandesi, calati a Roma per imitare i loro antenati di duemila anni fa e cerebralmente rimasti al loro livello, si prendano duri provvedimenti economici: debbono essere bloccati tutti i loro beni, ovunque siano ubicati, a pagamento dei danni procurati: sarebbe troppo comodo cavarsela con qualche mese di vacanza in prigione! Se si riuscisse ad avere il coraggio di farlo, il fenomeno degli idioti violenti calerebbe rapidamente.

Novità esilaranti dal campionato. Il Milan ha battuto la penultima in classifica e ora si sente in rimonta per il terzo posto. Al termine della stentata vittoria, grande Abbiati alla fine del primo tempo e rigore conclusivo di Pazzini, i milanisti sono corsi sotto la loro curva a salutare manco avessero vinto la Champions. Non si riesce a capire a cosa sia servito l’acquisto di Destro, clone di Pazzini, se nessuno sa andare sul fondo e crossare. Destro sarebbe invece servito alla Roma a cui manca qualcuno che trasformi in rete la mole di gioco sfornata. Ora la “Maggica”, staccata di nove punti dai Gobbi che hanno battuto la Dea in rimonta, ha una ultima opportunità al prossimo turno nel quale ospita la Juve. Se non dovesse vincere lo scudetto sarebbe definitivamente a Torino. Certo se Garcia penserà di vincere col tic&toc mostrerà di essere più addormentato del nemico di Zorro.

Splendido Empoli che al momento sarebbe salvo e che ha in Valdifiori il miglior regista della serie A. Solita partita fuori casa del Palermo che, lontano dalla Sicilia, non combina niente. Anche con la Lazio è andato in vantaggio ma poi zero punti come al solito. Certo, ha vinto a Milano sponda casciavid, ma lì sono state tante le squadre che hanno approfittato della generosità rossonera. Ottimo Salah nella Viola, ma contro il tatticista Ventura è dura giocare: difesa strenua e… sperare. E’un calcio antico, si dice superato, ma se ti rendi conto di non avere una squadra decente (ed è il caso del Toro) non puoi che fare così: difendere lo zero a zero, poi se ti capita di meglio è grasso che cola. Normale vittoria del Napoli sul Sassuolo che, dopo due mesi spettacolari, pare un po’ in crisi. Ora i partenopei sono a soli tre punti dal secondo posto.

Grande primo tempo dell’Inter a Cagliari. Solo una sfiga nera ha impedito il vantaggio. Ottimo Vidic in difesa, sembrava Ranocchia trasformato in Principe. Poi nella ripresa finalmente Kovacic dà il via ai peana bauscia. Ancora più bella la rete di Maurito. E qui inizia la paura, il braccino del tennista che porta un altro nerazzurro, Longo, a segnare per la squadra sarda. Minuti di terrore per il popolo della Beneamata finché il Mancio capisce di coprirsi meglio a centrocampo e così scala un poco la classifica e si avvicina all’area Europa. Forza ora con le Coppe e che vincano gli italiani, per esempio Immobile!

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