Serie A/ L’Inter come le vecchie ballerine. Nuovo Milan, prima si fa meglio è

- Alfredo Mariotti

Serie A 2014-2015, 33^giornata: Alfredo Mariotti analizza i risultati del turno infrasettimanale, dalla vittoria dell’Inter nell’anticipo di Udine a quella della Juventus sulla Fiorentina

mexes_sciopero
(INFOPHOTO)

Di grande interesse e attrattiva, per le tifoserie, questa giornata di campionato suddivisa in tre serate! Peccato che molti tifosi non abbiano capito e gli stadi siano rimasti ancora più vuoti del solito. L’Inter è stata chiamata alla partita di avanspettacolo quasi fosse (e in parte lo è) una di quelle vecchie ballerine che al Teatro Smeraldo si esibivano, con smagliature alle calze, in attesa dello spettacolo, accendendo la fantasia dei giovani degli anni cinquanta.

Stadio di Udine in rifacimento e Inter pure. La partita è stata dominata dai neroazzurri ma con gli avversari prima in dieci e poi in nove, c’è voluta la prodezza di un campione del mondo, Poldi, per aver ragione dell’indomito Stramateam. I bauscia sono partiti in modo autoritario, Guarin e Kovacic irridevano gli avversari e solo tre grandi interventi del portiere hanno salvato i bianconeri. Poi Rocchi ha avuto buona vista e nessuna paura assegnando un rigore all’Inter che Icardi ha trasformato egregiamente. E adesso forza verso l’Europa! Non si può dire che l’Inter abbia giocato bene, ma vi voglio dare una notizia riservata: meglio giocar male e vincere che bene e perdere.

Il Carpi è in serie A, alla facciazza di Lotito. E’ una cittadina più grande di Empoli e con più tifosi del Chievo, se teniamo la serie A a 20 squadre c’è spazio anche per queste squadre. Mi immagino il pieno allo stadio e la corsa all’abbonamento Sky per vedere Carpi vs Chievo. Il governo sta cercando di imporre l’italicum, un nuovo sistema elettorale buono per dare al Paese maggioranze certe, meno buono perché da troppo potere ai “capintesta” dei partiti che indicheranno chi eleggere e poco spazio agli elettori per scegliere. Speriamo non peggiori il caos politico, l’economia ha bisogno di azioni non di elezioni! Chi non ha bisogno di elezioni per capire di aver vinto è…

…la Juve. Oramai solo un punto la divide, anche matematicamente, dallo scudetto. Con un Tevez formidabile, e fortunato sulla prima rete, ha battuto una Fiorentina che ora in classifica è stata superata dal Genoa e che sente il fiato della Beneamata sul collo. Che dire del Milan? Diego Lopez ha parato anche l’impossibile altrimenti San Siro avrebbe visto i casciavid subire una indegna goleada. Non c’è più squadra e la società è solo in attesa di un nuovo padrone. Prima fanno meglio è, si porrebbe fine ad un andamento indecoroso anche per il Milan. Roma e Lazio non mollano e assieme ai partenopei lotteranno fino all’ultimo per il secondo posto. Siamo a fine campionato e si sono segnati un mucchio di reti, bene per lo spettacolo. L’unica incertezza riguarda i posti per l’Europa, azzardiamo un pronostico: Gobbi, Maggica e Lotitiani in Champions, Napoli, Samp e Inter in Europa Legue. Tutti d’accordo? Col cavolo diranno i tifosi Viola e genoani!

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori