Serie A/ Inter ko tra cambi sbagliati e società assente, Buffon e i pomeriggi alternativi

- Alfredo Mariotti

Il commento di ALFREDO MARIOTTI sull’ottava giornata di Serie A: l’Inter con Icardi contestato cade a San Siro contro il Cagliari, la Juventus va in fuga, la Roma espugna il San Paolo

Icardi_Cagliari
Icardi (Foto: Lapresse)

Un rigore e una punizione e la Juve batte l’Udinese di Delneri che era passata in vantaggio: papera di Buffon e, per lunghi periodi, i friulani hanno dominato l’incontro colpendo anche un palo. Però, vincendo con il solito golletto di vantaggio, i Gobbi prendono il largo in classifica. Hanno uno dei pochi campioni della nostra serie A, Dybala, e nessun arbitro che si trattenga quando ci sono da interpretare azioni o fatti a loro vantaggio. Una cosa suggerirei: Buffon legga bene le nuove disposizioni governative in materia di pensioni anticipate (APE), credo possano essere vantaggiose per lui, la Juve e la nazionale.

Già che abbiamo accennato all’APE, non possiamo che complimentarci con il Ministro Calenda. Nella nuova legge di bilancio ha fatto inserire la parte denominata 4.0 che rappresenta una eccellente risposta alle reali esigenze del Paese. Era dal 1965 (legge Sabatini) che in Italia non veniva scritta una pagina così importante di politica industriale.

Torniamo a Buffon: a Torino stanno partendo molti nuovi cantieri di lavoro, per cui la giornata, il Gigi, la può tranquillamente svangare anche da pensionato. Roma vs Napoli ha espresso due verità: la Maggica è la reale seconda squadra italiana, con ciò rivalutando la partita che l’Inter non meritava di perdere all’Olimpico, e il Napoli non può svolgere il gioco che Sarri vorrebbe se non schiera un attaccante di peso che sappia allungare la squadra e finalizzarne il gioco. I partenopei continuano a correre ma, non avendo qualcuno davanti che tiene alta la squadra e fa respirare centrocampo e difesa, rimangono soggetti alle facili ripartenze avversarie. La Roma invece, togliendo Totti, ha trovato un sistema di gioco che, utilizzando le fasce, esalta le qualità di Dzeko che non poteva essersi imbrocchito di colpo.

Naturalmente la pazza Inter si è affrettata a rovinare quanto di buono aveva fatto intravedere nelle precedenti partite: mezz’ora giocata alla grande, cross di Candreva e Perisic a centinaia, pareva una grande squadra contro un Cagliari annichilito. Rigore per i bauscia, quasi come quelli che di solito danno solo alla Juve, e Icardi lo tira peggio di quanto avrebbe fatto qualunque spettatore. Errore gravissimo che ha distrutto il morale della squadra. Nel secondo tempo dopo aver raccolto il golletto che poteva essere decisivo, i nerazzurri non hanno più giocato. Il Cagliari, che poche volte aveva passato il centrocampo, si è ringalluzzito; Handanovic è andato in panico anche lui e… frittata servita. Non parliamo poi dei cambi fatti da FdB, veramente tre indecenze: meglio Banega e Candreva stanchi che Eder, Jojo e Gnoukouri. Da salvare solo Joao Mario e Ansaldi, il resto da rivedere.

La squadra è precipitata nella parte destra della classifica e con Atalanta e Torino in vista saranno verghe! Contestazione di una parte, seppur minoritaria, dei tifosi nei confronti di Icardi per alcune affermazioni del bomber contro i curvisti nella sua biografia che non ho letto ma, data l’età del protagonista, penso sarà di 2/3 pagine. Mi domando: alle spalle della squadra esiste una società? Se un dipendente scrive della stessa non segnala cosa va ad affermare? Specialmente se si tratta di argomenti sensibili che possono inficiare i rapporti fra la squadra e i tifosi. Ma si pensa davvero che una grande squadra possa essere gestita dal solo Zanetti? Brava persona, ma con una sola attività nel curriculum: trasportatore di palloni in campi di calcio. Nonostante il gruppo di calciatori a disposizione non sia inferiore a nessuna altra squadra in Italia, se non si imposta una seria gestione societaria sarà un anno di sofferenze per la Beneamata. L’Inter rischia di essere la sorpresa negativa del campionato!

Chi, viceversa, sta diventando la sorpresa positiva è il Milan. I casciavid pur non essendo un top team sono stati organizzati da Montella come la classica squadra da campionato italiano: difesa, contenimento sicuro e, appena possibile, via in contropiede. Se a questo aggiungiamo il momento favorevole, vedi le reti di Locatelli al Sassuolo e di Kucka e Bacca al Chievo, almeno in Europa League ci arrivano. A questo punteranno i rossoneri e potrebbero farcela.  Si barcamenano Fiorentina e Lazio fra poche vittorie, alcune sconfitte e qualche pareggino sudato; d’altra parte,come diceva Andreotti, è meglio tirare a campare che tirare le cuoia.

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