Serie A/ Locatelli azzera Muntari: pari e patta. L’infrasettimanale salva De Boer, e poi?

- Alfredo Mariotti

Serie A, 10^ giornata: il punto di Alfredo Mariotti sul turno del massimo campionato di calcio. La sconfitta della Juventus lancia in alto il Milan, perde ancora l’Inter, il Napoli si rialza

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Manuel Locatelli ai tempi del Milan (Foto LaPresse)

Finito il rosicare dei milanisti per la rete, enorme, di Muntari non vista dagli arbitri. Chi la fa l’aspetti: la Juve segna un goal regolare e l’arbitro annulla. Pari e che sia finita! Certo non è più la Gobba di una volta alla quale nessun arbitro si sarebbe permesso di annullare una rete; che tempi, che costumi,non c’è più religione! Juventino rosicante, mezza Italia festante. I tifosi bianconeri si rendono così conto come bruci essere fregati da decisioni arbitrali errate; in più loro non possono cantare agli avversari quella che è divenuta la peggior ingiuria da stadio: “come la Juve,voi siete come la Juve”

I casciavid hanno fatto il loro gioco: difesa attesa e ,quando possibile ,contropiede. Con la Juve poco contropiede perché obiettivamente,  anche di questi tempi, i bianconeri sono più forti. Ma il Milan è nel suo momento buono: un tiro, un goal! Il club rossonero ha trovato con Paletta un ottimo difensore che sa guidare il reparto arretrato e ciò è fondamentale per non prendere reti. Ha un centrocampo che picchia il necessario e poi palla avanti e sperare nella velocità di Bacca e Niang; un gioco da provinciale di lusso che nel campionato italiano rende molto. Specialmente nel secondo tempo, l’incontro è parso una partita di pallanuoto, continui falli e fischi arbitrali. Golasso di Locatelli e Gobbi annichiliti!

San Siro porta male ai torinesi anche se hanno la scusante di qualche importante assenza: due partite zero punti, non sono da Scala del calcio. Non li vedo bene, appaiono lenti e stanchi, e se non vincessero il campionato? Poco male. Il Milan ora non può più nascondersi, diventa la vera squadra spaventagobbi! È importante che i rossoneri si siano ripresi, diverrà più divertente il derby della Madonnina.

Ottimo quello di Genova deciso da un Muriel straripante che, in alcune volate palla al piede, ha ricordato il vero Ronaldo.  Il Genoa era favorito, così come la Juve, ma il calcio è così, non sempre vince che è ritenuto migliore, anzi se non hai fortuna è dura per i più bravi. Guardiamo alla politica: Renzi è più bravo ma se Bersani non avesse fatto casino ora sarebbe ancora sindaco di Firenze e il piacentino a presiedere il CdM, con tutte le conseguenze immaginabili per il Belpaese. Per fortuna Bersani sta ancora aspettando l’aiuto dei pentastellati e Renzi, fortunatamente, ha preso il suo posto.

In caduta libera l’Inter, anche sfigata perché la rete di Icardi, all’ultimo minuto, era valida. Terza sconfitta consecutiva in campionato e, credo, solo il fatto che si giochi subito mercoledì salverà la panchina a FdB. Sarà forse un salvataggio provvisorio perché non si vede nella squadra nessuna capacità di reazione: i giocatori paiono imballati, non esiste un gioco. Va messa mano alla società e alla guida tecnica della squadra. Pare l’anno di Tardelli: FdB continua a cambiare modulo di gioco, ha messo Banega ai margini della squadra e continua a dar fiducia a Santon che, in estate, era stato offerto a tutti ricevendo grandi gesti di applicazione dell’ombrello al braccio. Se poi vediamo altri che giocano peggio di lui figuriamoci che squadra! E poi Kondogbia: bisognerebbe fare azione di responsabilità a chi ha deciso di comperarlo.  

Tutti corrono avanti lasciando i difensori centrali alla mercé delle ripartenze avversarie. Ho l’impressione che i bauscia abbiano vinto le partite quando non capivano che gioco stesse suggerendo l’allenatore… Forza, si trovi un manager capace per la società che, altrimenti, viene presa in giro come nel caso della non convalida della rete di Icardi, e un allenatore che la porti a giugno. Mandorlini – se migliora il look – Pioli o, meglio ancora, Leonardo andrebbero benissimo, non è il momento per invenzioni. Qui bisogna che cominci a guardare con lo specchietto retrovisore, altro che Champions! Nei momenti difficili bisogna giocare con il 4-1-3-2, potremmo definirlo centrocampo a rombo, con Medel e Candreva, Banega e ,Perisic. I giocatori ci sono, difendersi e ripartire; o l’olandese lo capisce o… saluti cari. L’Atalanta non ha dovuto fare una grande fatica e, quando oramai anche a lei il pari andava di lusso, ecco l’harakiri di Santon. Giriamo pagina.

A Cagliari più reti che spettatori: la Fiorentina è partita male, si è ripresa alla grande poi, nel finale, ha ballato un po’ in difesa. Il Napoli, per quasi tutta la partita in dieci, ha passeggiato a Crotone. Si è fatto espellere Gabbiadini che pare si dedichi ad autoescludersi; ora i partenopei giocheranno un paio di partite senza riferimenti in avanti e non sarà facile. Bella e facile la vittoria della Maggica sul derelitto Palermo. Ottima la gara di Florenzi, un ragazzo che sa ben giocare in ogni ruolo, e di Dzeko capace di rincorrere decine di palloni e tenerli facendo avanzare la squadra.

In questo momento la Roma è il team più in forma del campionato capace, in particolare nei secondi tempi, di dominare le avversarie. Con il Napoli che manca di un vero attaccante goleador e il Milan che già sta facendo più di quanto era lecito aspettarsi, i giallorossi paiono gli unici veri rivali della Juve che, se non si sveglia, rischia di dover presto abbandonare il sogno del sesto scudetto consecutivo. A molti non spiacerebbe per niente!

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