Serie A/ Primo derby cinese a Milano: una gioca, l’altra segna ma finisce pari

- Alfredo Mariotti

Serie A, l’analisi di ALFREDO MARIOTTI sulla tredicesima giornata del campionato: focus ovviamente sul derby di Milano, il primo per Vincenzo Montella e in panchina, ultimo della vecchia era

Suso_Handanovic
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Giornata di campionato iniziata in modo tranquillo, senza rivoluzioni: potremmo definirla una ripartenza 2.0. La Juve ha vinto, in casa, con il Pescara È bastato un gruppetto di Gobbi rimaneggiato per sommergere di reti la squadra che Oddo, non certo per sua colpa, sta trascinando anticipatamente verso la serie cadetta. I bianconeri, seppure non esaltando alcuno, hanno svolto un buon allenamento per la Champions; Higuain, che mi pare un poco larghetto, ha giocato come seconda punta e non mi è sembrato proprio a suo agio. Con il Siviglia Allegri non potrà fare sperimentazioni, quelli non si scanseranno: Buffon docet! Si sta svegliando anche Hernanes e questa è una grande fortuna per le gobbentruppen; come sempre la dea bendata aiuta chi non ne ha bisogno. La Juve non ha mai misericordia delle piccole squadre, figuriamoci ora che è finito il Giubileo che la invocava!

Che fatica per il Napoli battere l’Udinese! Sempre più è evidente che, senza un attaccante di peso che sappia massimizzare il volume di gioco svolto dalla squadra, bisogna sempre aspettare e sperare che gli avversari calino fisicamente commettendo errori. Così è successo a Udine: senza errori difensivi dei friulani, che hanno spalancato la porta a Insigne, i partenopei non avrebbero vinto nemmeno giocando per una settimana consecutiva. Se Milik non rientrerà rapidamente sarà dura entrare nei primi tre posti in classifica. Qui non c’è da essere per il si o per il no, senza centravanti non c’è riforma alla squadra che tenga.

Abbastanza normali i risultati delle altre partite; sì, anche quello di Bergamo. Si sa: l’Atalanta, che quando gioca con Juve e Milan si accuccia come un agnello sacrificale, con Inter, Roma e Napoli corre come una lepre e, normalmente, aggiunge una dose da Dea del lato B che quello di Venere callipigia non è niente. Dopo un primo tempo meglio giocato dalla Maggica, nel secondo la squadra è apparsa impaurita dalla furia messa in campo dagli atalantini; così facendo anche per i lupi non si va da nessuna parte se non verso i tempi cupi. Grandi casini a fine gara messi in atto da pseudo tifosi: ancora una volta emerge la necessità di prendere atto che in Italia non si possono più sopportare le trasferte delle tifoserie organizzate.

Vola la Lazio: i figli dell’Aquila, appena il Genoa li ha raggiunti, si sono incavolati e l’hanno travolto. Così come la Fiorentina nel derby regionale contro l’Empoli peggiore degli ultimi cinque anni: una squadra che continua ad andare avanti lasciando spazi enormi per il contropiede avversario. Ridicolo il Sassuolo: stava vincendo, con fortuna e con due reti di vantaggio, una tranquilla partita con la Samp. Bene: in dieci minuti ha subito tre reti andando colossalmente in bambola.

Derby della Madonnina fra due squadre di proprietà cinese. Almeno, i bauscia sicuramente; i casciavit paiono al momento più proprietà cinese di scatole cinesi. Si gioca alla Scala del calcio e, giustamente, la Beneamata ci mette i… Pioli. Però la situazione non cambia. Primo tempo: Inter 4 occasioni e nessuna rete, Milan 1 tiro e un goal. L’Inter ha avuto un gioco migliore e una forza superiore, ma è mancata la cattiveria per segnare. C’è da dire che anche nella sfiga i nerazzurri sono stati superiori: le due occasioni capitate a Perisic sono da antologia della rete. Il Milan ha saputo difendersi e capitalizzare il minimo che le è stato reso disponibile.

Nella ripresa i rossoneri si sono presentati con il morale alle stelle e partiti meglio; l’infortunio a Medel era evidente nella difesa interista. Break di Candreva dopo otto minuti e illusione per gli interisti. Infatti quando tutti avrebbero giocato sulla vittoria dei bauscia, Suso si è dimostrato uno specialista di derby e ha infilato Handanovic. Inter avanti, ma non c’è due senza tre e così Perisic ha fallito per la terza volta una facile rete. Poi non c’è stata più storia, Inter avanti e casciavit a catenaccio e contropiede. Finchè, a pochi secondi dalla fine, la giustizia ha trionfato: Perisic ha finalmente trovato lo spazio per infilare il pallone nell’unico angolo lasciato libero dal pullman che il Milan aveva posizionato sulla linea di porta. Però con otto punti dalla zona Champions l’Europa dei grandi, per i nerazzurri, è già volata via. Primo derby cinomilanese giustamente in pareggio. Sce ‘sce’.

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