Serie A/ Dybala mata il Toro, Nainggolan aggrappato allo scudetto

- Alfredo Mariotti

Il punto di ALFREDO MARIOTTI sulla sedicesima giornata del campionato di Serie A, con la sfida dello stadio Olimpico, la vittoria dell’Inter e quella della Juventus nel derby della Mole

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Sami Khedira (LaPresse)

Riprende il campionato esattamente a una settimana di distanza dal referendum costituzionale.  Nell’occasione Renzi è riuscito in una impensabile impresa: far ottenere la vittoria in una “votazione” a Bersani e D’Alema, non era mai successo! Più difficile che pensare ad uno scudetto dell’Inter in questo campionato. Ora avremo il Governo presieduto da Gentiloni, juventino: nessuno è perfetto. Chi lo prevedeva una settimana fa? In bocca al lupo, il nostro Paese ne ha bisogno.

Non c’era bisogno, invece, della solita vittoria della Juve nel derby della Mole. I gobbi hanno fatto una grande fatica ma quando Allegri ha messo in campo Dybala per il Toro è divenuta notte profonda; questo giovane calciatore è il migliore del campionato italiano e può fare la differenza in qualunque partita, anche in Champions. L’Atalanta quando vede maglie bianconere va in crisi profonda: sconfitta allo Stadium e sconfitta in casa con l’Udinese. Un primo tempo splendido della Dea ma quando il bonus lato B finisce non c’è impegno che tenga.  Palo, parate impossibili del portiere avversario ma è l’Udinese che, la prima volta che passa la metà campo, uccella i bergamaschi. Poi tutti i nerazzurri avanti e i bianconeri che li irridono conquistandosi una strana vittoria. Il bello del calcio è questo; se vincesse sempre la squadra migliore ci sarebbero troppe vincite al totocalcio! Come farebbe il Milan ad essere in lotta per la Champions?

Il Napoli ha sotterrato di reti un Cagliari votato esclusivamente alla difesa e mai in partita: i partenopei fra poco riavranno Milik e questo permetterà loro di lottare in Europa e conquistare agevolmente il terzo posto in campionato. Vantano un centrocampo ben impostato e con importanti alternative, hanno ripreso velocità e tutta la squadra si muove all’unisono.  Anche la Lazio tiene, ma la Samp si è un po’ scansata . Primo tempo a San Siro da piangere: i bauscia, con una teorica difesa a tre, rincorrevano tutti la palla come nelle partite oratoriane, Eder e Palacio stavano costantemente addosso ad Icardi e talvolta li trovavi entrambi a destra o a sinistra, più che non dar riferimenti ai genoani non li davano a loro stessi ed ai compagni. Dopo un paio di errori sotto porta dei rossoblu, su calcio d’angolo e cattiva respinta della difesa ospite, una ciabattata ben indirizzata di Brozovic ha fatto saltare in piedi i tifosi nerazzurri increduli nel vedere il pallone in rete al primo tiro dei propri beniamini.

Finalmente, nell’intervallo, Pioli si è dato una svegliata: fuori Eder e Melo ha preso posto davanti alla difesa.  La squadra è parsa subito più equilibrata, tanto che Joao Mario, portato avanti nel suo naturale ruolo, dopo una sgroppata da campione ha girato a Brozovic la palla del raddoppio. Partita finita e bauscia esultanti, si sono riportati nella parte sinistra della classifica. Se la gode la Fiorentina contro un Sassuolo che, se non si sveglia, rischia di impantanarsi in paludi insidiose.

Bene l’inizio del Milan a Roma: squadra compatta con i giusti movimenti, i casciavit sono arrivati ad ottenere un giusto rigore ma, come da abitudine, Niang se lo è fatto parare.  La Maggica pareva in sudditanza con Strootman fuori partita e un poco loffia di fronte ai rossoneri pimpanti. Bertolacci curava De Rossi a uomo bloccando sul nascere le iniziative romaniste, ma nel secondo tempo la Roma ha mostrato un poco di voglia in più del Milan di fare la partita. Tuttavia, nell’area milanista, un superlativo Paletta non ha mai permesso ai lupi di rendersi veramente pericolosi. Ci sarebbe voluta una prodezza o un errore: sono arrivati entrambi. Splendida conclusione di Nainggolan, cattivo piazzamento di Donnarumma e palla in rete. E poi? Forza Roma, so’ finiti i tempi cupi, forza lupi! Bisogna tenere aperta la corsa per lo scudetto, non vince sempre la più forte. Allora a Torino a testa alta, i Gobbi sono battibili, forse.

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