Serie A/ Arriva il Natale: Tomovic regala il pari al Napoli, Spalletti festeggia

- La Redazione

Serie A, 18^ giornata: il punto di ALFREDO MARIOTTI sul turno precedente le feste natalizie. Il campionato va in vacanza con la Juventus campione d’inverno e l’Inter in grande ripresa

IcardiBanega_InterLazio
Foto La Presse

I bauscia non debbono illudersi pensando sia iniziata la lunga onda nerazzurra.  Ciò sarebbe stato possibile se la società non avesse fatto casino tenendosi prima un renitente Mancini, poi De Boer che conosceva il calcio italiano meno di quanto io conosca quello dei marziani. È stato sufficiente prendersi un allenatore normale, dotato di buon senso e rispettato, per far esplodere le potenzialità che la rosa nerazzurra può tranquillamente esprimere. Ora c’è un pericolo: la capacità del team di rimanere concentrati e perseguire, con la determinazione mostrata contro la Lazio, l’obiettivo vittoria.  

Si è vista una vera squadra, con giocatori che si aiutavano, che giocavano in modo semplice e, specialmente, si smarcavano per dettare il passaggio; l’allenatore ci ha messo del suo. Dopo un primo tempo in cui le squadre hanno giocato alla pari, ha compreso che bastava avanzare Banega accanto a Icardi per alzare il baricentro della squadra e mettere in crisi gli aquilotti. Ha rilanciato Kondogbia che, se manterrà questa capacità di interdizione e volontà di giocare facile, dimostrerà di valere quanto è stato pagato il suo cartellino. Quando Ansaldi è andato in crisi fisica per le continue puntate in avanti, Pioli ha inserito immediatamente il piccolo e veloce Nagatomo riequilibrando la squadra; nella ripresa i romani non hanno mai tirato in porta e questo spiega tutto.

Se continua così all’Inter è proibito solo pensare allo scudetto, il resto è raggiungibile. Anche Gabigol, nei pochi minuti che ha giocato, ha mostrato di non essere un oggetto misterioso, la smetta però di fare il pirletta capopopolo. Per fare il leader ci vuole capacità intellettiva, idee, personalità: mi viene in mente Speranza, sic! La società Inter è un poco come la giunta romana; in entrambe un poco di esperienza in più non guasterebbe.

Milan e Juve non hanno giocato, sono nei Paesi del Golfo a giocarsi la Supercoppa. L’aereo dei casciavit ha avuto difficoltà nel decollare, quello dei Gobbi è partito spedito, pare la situazione delle due squadre: il Milan non vince nulla da cinque anni, su Juve siate clementi, scansatevi e regalate loro la coppetta, non siate ingordi!

In serata c’è stato un momento in cui il Napoli aveva saltato la Maggica al secondo posto: bellissima rete di Insigne, partito in fuorigioco, e a Roma vantaggio clivense. Poi, appena iniziata la ripresa, tutto ribaltato: Roma in vantaggio e azzurri raggiunti e poi superati dalla Viola. Quando già i tifosi del Napoli se la stavano facendo sotto, cavolata di Tomovic che ha lasciato lo spazio per segnare a Mertens. Tempo di respirare e i partenopei si beccano il pareggio per uno stupido errore del portiere. Poi Zarate, in una delle rare giornate in cui si sveglia, legna i vesuviani che però, all’ultimo respiro, si vedono assegnare un rigorino per il pareggino. Sarri non parli più, per favore stia zitto. La partita è stata gradevole ma un po’ confusionaria, oratoriana.

A Roma il Chievo, forte dell’esperienza dei propri calciatori, ha tenuto testa ad una Maggica non irresistibile trascinata dal Faraone. Alla fine, come giusto, la maggior forza fisica dei giallorossi ha prevalso. Strana partita a Cagliari dove il Sassuolo ha mostrato, ancora una volta, l’immaturità della squadra: non si può, ridotti in dieci, portarsi in vantaggio 3-1 e poi farsi superare. Gli è già successo troppe volte, anche contro il Milan per esempio. Il Palermo, quando pareva capace di ottenere la seconda vittoria in quattro giorni, si è autodistrutto con il Pescara concedendo all’ultimo minuto un pareggio che non serve nè ai siciliani nè agli abruzzesi.

Il campionato sta regalandoci una classifica oramai chiara:J uve e Roma fanno corsa a sè, ci sono quattro squadre che lottano in coda per non retrocedere e tutte le altre vanno ad alti e bassi. Domenica sarà il Santo Natale: bisogna tornare a comprendere che si festeggia un fatto che ha stravolto il mondo e le nostre vite e non una giornata di magnate, per chi può, e di festa per i bambini educati, anziché a capire il Mistero, a credere che un ridicolo vecchio possa girare il mondo portando regali.

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