Serie A/ Dzeko e l’ombra di Pancev, Sarri e l’ombra della sera

- Alfredo Mariotti

Serie A, il punto sulla 30^ giornata: ALFREDO MARIOTTI analizza i temi principali del turno del massimo campionato. La Juventus si conferma in vetta ma il Napoli tiene, frena la Roma

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Nessun bauscia avrebbe pensato, prima dell’incontro, che la rimaneggiata squadra di Mancini sarebbe andata all’Olimpico a far tremare le truppe spallettiane. Qualunque giocatore sedente sulla Maggica panchina sarebbe partito titolare nell’Inter; sì, anche il palone Dzeko. Lui solo per simpatia e nostalgia ricorda agli interisti il grande Darko Pancev, eroe di San Siro del quale ogni tifoso nerazzurro ben educato teneva in casa un pupazzo che lo raffigurasse.

Aveva una utilità precisa: essere presi a calci quando l’Inter perdeva sostituendo, in tale funzione, moglie e figli. Eppure senza il suo lato B la Roma non sarebbe, forse, riuscita ad agguantare il pareggio. L’assist a Nainggolan per la rete è arrivato da una ridicola svirgolata del bosniaco. Il distacco fra le due squadre in classifica passa così a 5 punticini per via degli scontri diretti; la partita fra le prime squadre delle due maggiori città italiane è stata divertente.

La Roma cercava di operare con l’abituale manovra avvolgente, l’Inter si mostrava più solida, intraprendente e sicura. In particolare emergevano le figure di Brozovic e Perisic. Ivan in particolare, con Florenzi, un sopravvalutato, operava a proprio piacimento fino a trafiggere il portiere romano di cui non si capisce se sulla maglia porti scritto il cognome o il codice fiscale. Se pensiamo che la nostra nazionale punta su Florenzi ed Eder, spettatore non pagante all’Olimpico, capiamo quale sarà il nostro destino ai prossimi Europei.

Inter e Roma sono due squadre forti, per il nostro piccolo campionato, che non hanno niente da invidiare a Juve e Napoli, forse solo l’amicizia più intensa che dona a queste la dea bendata. La Juve, che sta preparando i festeggiamenti per la ricorrenza dei dieci anni dalla retrocessione in serie B e i venti senza vittorie in Europa, ha conquistato il derby con il Toro presentatosi in versione agnello pasquale, mansueto e facilmente disponibile ad essere macellato.

Portiere con le mani di cera e difesa dura come il burro scaldato; troppo forti le gobbentruppen per lo sbandato Torino di quest’anno a cui comunque manca una rete, che l’avrebbe portato sul pareggio, annullata seppur regolarissima; saranno contenti a Napoli! Record di imbattibilita’in campionato per Buffon che però, solo pochi giorni fa, ne ha incassati quattro all’estero. Il misfatto lo costringe, con tutti i suoi compagni, parenti e tifosi a dare l’addio a sogni di triplete.

Che dire di Milan-Lazio? E’parsa la partita riserve delle squadre viste a Roma. Nel Milan, tolto Bacca, c’è poca cosa; la Lazio è quella che ne ha prese tre nell’Europa minore da una comprimaria. Lo spettacolo non poteva certo goderne. Entrambe hanno giocato per non perdere e così è stato; al Milan è servito per tenere staccato il Sassuolo, alla Lazio per non deprimersi totalmente. Insomma, diavoli e aquile con poca coda e spennati. Il Milan per tornare protagonista deve prepararsi ad investire su almeno quattro innesti, la Lazio ancora di più. Lo faranno? Di questi tempi ne dubito.

Si mette veramente male la situazione per il Palermo oramai costretto al terzultimo posto in compagnia di un Carpi che gira a mille e, ora, anche con il fiato sul collo del Frosinone che, solo per pura sfiga, ha solo pareggiato con la Fiorentina. Adesso, per le feste pasquali, il campionato si ferma con i gobbi lanciati verso il solito scudetto.

Li insegue solo il Napoli del piangina Sarri che stavolta ha avuto da dire per l’orario semiserale della sua partita: dice che la penombra crea difficoltà nel gioco. Mi domando: ma la squadra avversaria non gioca alla stessa ora e nella stessa penombra? Contro il Genoa tutto lo stadio se l’è fatta sotto, poi il dio del calcio ha aiutato, come per tutto l’anno, Higuain e così la lotta per lo scudetto rimane ancora un poco aperta.

D’altra parte non era semplice passare con Gasperini, che aveva parcheggiato il pullman davanti alla porta della sua squadra. Subito dopo la Santa Pasqua una delegazione di Ucimu si recherà a Chicago per ricordare agli americani, se mai ce ne fosse bisogno, la forza del settore italiano della macchina utensile. All’azione parteciperà anche il Presidente Renzi per suggellare ancor più la forza di questo strategico settore. Al ritorno dagli USA vi racconto; per il momento auguro a tutti, proprio a tutti, una serena Santa Pasqua.

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