Serie A/ Inter e Juventus, differenze di lato. Roma, Totti o non Totti?

- Alfredo Mariotti

L’analisi della sesta giornata di Serie A ad opera di ALFREDO MARIOTTI: i temi caldi del campionato, con la Juventus in testa e il Napoli che insegue, la frenata di Inter e Roma

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Foto LaPresse

Alla fine il campionato lo vinceranno; ma che fatica, a Palermo, per i Gobbi! Ottengono, arrancando, i medesimi risultati dell’Inter criticatissima nel campionato scorso ma, per i media, pare stiano facendo una marcia trionfale. Se il Palermo, con tutti quei giocatori con cognomi che paiono codici fiscali, avesse pareggiato o vinto non avrebbe assolutamente rubato. Il gioco bianconero è parso involuto, lento e la prova del doppio centravanti non ha prodotto alcunché; mi pare una squadra che si è molto indebolita rispetto allo scorso anno e se le inseguitrici continueranno a crederci potrebbe accadere qualche sorpresa non sgradita.

Il Napoli è icuramente una delle rivali che insedieranno le zebre fino all’ultimo: sviluppa un gioco piacevole e in costante miglioramento. Si è sbarazzata con facilità del Chievo che, come si sa, è una squadra ostica per tutti. Quando i partenopei sviluppano la loro manovra con tranquillità sono irresistibili: Gabbiadini e Milik si alternano in attacco e segnano entrambi, Hamsik è un trascinatore e, piazzato Jorginho davanti alla difesa, Sarri è riuscito a renderla pressoché impenetrabile.

La Maggica deve risolvere il problema del Pupone se non vuol rassegnarsi ad un campionato mediocre: non si può aver bisogno di un quarantenne per vincere in Serie A. Allora richiamino anche Losi, er core de Roma, che forse, vista l’inconsistenza della difesa, servirebbe di più. Non si può scendere in campo sotto la pressione di metà tifoseria che, al primo errore della squadra, comincia a mugugnare e a reclamare l’ingresso di Totti.

Bisogna dare un taglio, Totti è stato il miglior calciatore italiano degli ultimi vent’anni ma ora è solo una vecchia gloria con qualche sprazzo da calciatore sui tira da fermo:non corre più e, come diceva il famoso allenatore del Brasile di Pelé, il signor Feola, tu puoi essere O mais grande jogador de pelota, ma se trovi uno che corre più di te e ti anticipa sempre, tu divieni il più grande calciatore che non tocca mai il pallone.  Spero che la lezione del Torino di Sinisa riesca a chiarire la situazione e che Spalletti possa finalmente decidere in autonomia; altrimenti addio Lupi, son tornati i tempi cupi!

L’Inter ha, come spesso avviene, buttato l’occasione per agganciarsi definitivamente alla testa della classifica. La squadra ,obiettivamente un po’ stanca, ha subito una rete su una pollastrata di Handanovic, poi ha attaccato con veemenza ma senza Joao Mario nessuno sa dare i tempi per cui grande confusione, tre o quattro grandi parate del portiere bolognese e… niente vittoria. Ottima l’idea di Donadoni di marcare Banega a uomo con Nagy, costringendolo a passaggi affrettati e spesso imprecisi. Kondogbia a centrocampo è apparso spaesato e improduttivo: bene ha fatto FdB a sostituirlo subito con Gnoukouri che ha mostrato tutt’altra capacità sia di interdizione che di gioco. Con questo intervento l’allenatore interista ha mostrato di avere i giusti attributi. Ranocchiata finale: il difensore non è riuscito a spingere in rete un pallone che invocava insistentemente di entrarvi. Dopo aver visto le partite di Palermo e del Meazza dobbiamo prendere atto che la distanza di quattro punti in classifica fra gobbi e bauscia ci sta tutta ed è riconducibile alla differenza di lato B fra Allegri e De Boer. Se prosegue così il livornese può superare il famoso cul de Sac(chi) di memoria nazionale.

Pollastri color Viola a Firenze: fanno girare la palla,buon gioco, grande Bernardeschi ma, appena hanno un netto rigore a favore, lo sparano con Ilicic sul palo. E allora i casciavid hanno potuto prendere morale e iniziare a presentarsi con qualche ripartenza. Bello il duello a velocità zero fra Borja Valero e Montolivo, sarebbe stato corretto far pagare ai due il biglietto come accade a tutti coloro che assistono agli incontri. Sono due squadre che hanno bisogno di studiare i principi di Industria 4.0 per migliorare il processo di costruzione del gioco; fra l’altro con i nuovi possibili dispositivi di legge, se compri un top player per tale motivo, puoi ammortizzarlo al 250%, pensa alla plusvalenza! Risultato finale: 0-0 Premia il Diavolo, la Fiorentina qualcosa in più lo meritava ma, nel finale, ha avuto troppa paura di vincere.

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