Lancet: perché Lombardia travolta da Covid/ “Colpa di Governo Conte e Regione”

- Silvana Palazzo

Perché Lombardia fu travolta da Covid? Su The Lancet l’accusa a Governo Conte e Regione: “Risposta inconsistente da sanità e autorità di governo, piano pandemico obsoleto e inattuato”

Conte e Fontana
Lombardia, Conte incontra Fontana (LaPresse)

Perché la Lombardia fu travolta dal Covid? Uno studio spiega cosa non ha funzionato, lanciando pesanti accuse alle autorità italiane, in particolare al Governo Conte e alla Regione. È stato pubblicato sulla rivista scientifica inglese The Lancet col titolo “Riconoscere gli errori del Covid nella sanità pubblica in risposta al Covid 19“. Lo firmano Chiara Alfieri e Marc Egrot (Laboratoire Population, Environnement, Démographie, Institut de Recherche pour le Développement, Aix-Marseille University), Alice Desclaux (Recherches Translationnelles sur le VIH et Maladies Infectieuses, University of Montpellier) e Kelley Sams (Walden University, Usa), a nome di CoMeSCov. Questo lavoro si è soffermato sul sistema sanitario e sulle falle nel contrasto del coronavirus. «La popolazione della Lombardia fu sconvolta dagli eventi e dall’inconsistenza della risposta da parte della sanità pubblica e delle autorità di governo, oltre che da un piano pandemico obsoleto e non attuato», scrivono le ricercatrici.

La fotografia scattata su The Lancet sulla Lombardia è drammatica, proprio come lo è stata la prima ondata: «I cittadini lombardi vennero messi di fronte all’orrore: ai propri affetti morti in casa senza cure e soli in ospedale, alla scarsità di ossigeno e bombole e alla confusione nell’identificare i corpi cremati». C’è anche un’accusa diretta, che parte dalla decisione di non creare la zona rossa ad Alzano e Nembro «da parte del governo e della Regione Lombardia quando il Covid-19 fu diagnosticato ad alcune persone alla fine di febbraio 2020». Tale decisione è «vista come direttamente responsabile della diffusione dell’infezione in altre città attraverso la provincia di Bergamo (in modo particolare la Val Seriana) e poi in tutta Europa».

COVID IN LOMBARDIA “IDENTIFICARE E CORREGGERE ERRORI”

«Come avrebbe potuto una diversa risposta della sanità pubblica fermare l’epidemia di COVID-19 nella provincia di Bergamo, divenuta poi famosa nella primavera del 2020 per i cadaveri ammassati negli ospedali, nelle chiese e nei cimiteri e trasportati da camion militari ai forni crematori?», si chiedono le ricercatrici. Sarebbe servita una risposta diverse delle autorità sanitarie e governative, a peggiorare il quadro il piano pandemico obsoleto e inattuato. Di fronte a quella che l’Istituto Nazionale di Statistica ha definito «una terza guerra mondiale», la società civile di Bergamo si è organizzata in un movimento che chiede giustizia. Il riferimento su The Lancet è all’Associazione “Sereni e sempre Uniti”, che si propone anche di «offrire un supporto emotivo in risposta al dolore, alla confusione e alla rabbia delle famiglie». Ma ha soprattutto un ruolo cruciale, quello di aiutare le istituzioni a «identificare e correggere gli errori nella risposta della sanità pubblica, necessaria per supportare le comunità a prepararsi a future minacce infettive, come raccomandato dalla Community Preparedness Unit dell’OMS».

AVVOCATO DELLE VITTIME: “E’ RICONOSCIMENTO ISTITUZIONALE”

Per l’avvocato Consuelo Locati, legale dei familiari delle vittime, questo lavoro pubblicato su The Lancet riguardo quanto accaduto in Lombardia è «uno straordinario riconoscimento istituzionale che corona un lavoro certosino di ricerca documentale fatto negli ultimi due anni – riporta La Stampa -, ma è soprattutto un riconoscimento per quei cittadini che hanno deciso di portare in giudizio le istituzioni per fare in modo che si assumano le responsabilità di quanto avrebbero dovuto fare e non hanno fatto a scapito della vita di migliaia di persone che oggi potrebbero essere ancora tra noi». Qui infine la risposta a Lancet dell’ex assessore al welfare della Lombardia, Giulio Gallera.





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