CGIL/ Susanna Camusso è il nuovo segretario generale

- La Redazione

Con 125 voti favorevoli, 21 contrati e 12 astenuti, Susanna Camusso è stata eletta oggi nuovo segretario generale della Cgil

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Susanna Camusso (Foto Imagoeconomica)

CGIL – Susanna Camusso è il nuovo segretario generale – Con 125 voti favorevoli, 21 contrari e 12 astenuti, Susanna Camusso è stata eletta oggi nuovo segretario generale della Cgil succedendo a Guglielmo Epifani. L’elezione è stata salutata con una standing ovation da parte del Comitato direttivo del sindacato riunito al centro congessi di Via dei Frentani a Roma.

Per la prima volta nella storia, sarà quindi una donna a guidare la Cgil. Susanna Camusso, nata nel 1955 a Milano, è sindacalista dal 1975. Per anni ha diretto la Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil, prima a livello territoriale e poi a livello nazionale, occupandosi del settore automobilistico e di quello siderurgico. Alla fine degli anni Novanta cambia categoria e diventa leader regionale dei lavoratori del settore agroalimentare (Flai).

Il passaggio nella Segreteria Confederale nazionale avviene nel giugno 2008. Due anni più tardi, dopo il Congresso nazionale, diventa Vice Segretaria Generale della Cgil.

Il mandato alla guida della Cgil «sarà un’avventura difficile non solo per gli attacchi alla Cgil, ma per lo stato in cui si trova l’Italia». Queste le prime parole di Susanna Camusso dopo l’elezione. «Sarò il punto di direzione di tutti – ha detto ancora – dobbiamo pensare ai lavoratori che si attendono risposte».

Guglielmo Epifani ha fatto subito gli «auguri di cuore a Susanna», sottolineando che ha «la capacità e l’esperienza per fare bene» e le qualità necessarie per guidare l’organizzazione «di testa e di cuore».

Il primo grande appuntamento per la Camusso sarà il 27 novembre, giorno in cui la Cgil ha proclamato una grande manifestazione nazionale a Roma con comizio conclusivo in Piazza San Giovanni proprio della neo-leader.

Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a proposito di questa elezione, si è detto «fiducioso che riprenderanno in primo luogo le relazioni unitarie tra le grandi organizzazioni sindacali, come premessa per migliori relazioni industriali e migliori rapporti anche con le istituzioni».

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