LAVORO / Sindacati, Uil: patto generazionale volano per l’occupazione giovanile

- La Redazione

Da ieri consiglio generale della FPL

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Il Segretario Generale della Uil-Fpl, Giovanni Torluccio, nel suo intervento di apertura del Consiglio generale della Uil-Federazione politiche locali, ha analizzato la situazione sindacale e ha fatto notare, come, pur con le difficoltà politico-economiche incontrate nel 2010, la Federazione abbia aumentato il numero degli associati.

“La costituzione del Fondo Perseo, finalizzato alla previdenza integrativa complementare per i dipendenti pubblici, è finalmente decollato. È dalla Legge Dini, dal 1995, che stiamo cercando di realizzarlo. È stato formato il Consiglio di Amministrazione; da oggi lavoreremo per far aderire soprattutto i più giovani, che altrimenti, dopo aver lavorato una vita, rischiano seriamente di vedersi scippare il futuro e di avere una pensione di circa la metà rispetto ai loro padri”.

“In quest’ottica di rafforzamento del patto generazionale, la Uil Fpl si è battuta per la stabilizzazione dei precari nei settori di propria competenza, spesso essenziali per mandare avanti interi reparti ospedalieri o funzioni fondamentali nelle autonomie locali e nel terzo settore”.

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“Augurandoci un rasserenamento delle relazioni sindacali con Cisl e Cgil, pur mantenendo saldi i nostri principi e le nostre priorità, cercheremo di contribuire a diminuire la piaga della disoccupazione giovanile, che è particolarmente drammatica al Sud, attraverso un’azione costante di stimolo nei confronti delle Istituzioni locali e nazionali".

 

"Ci muoveremo attraverso tre filoni – puntualizza Torluccio -: la formazione, l’informazione e lo sblocco della contrattazione nazionale e decentrata. I giovani escono dalla scuola secondaria e dall’Università senza avere una formazione settoriale specifica rispetto alle esigenze e alle potenzialità del territorio di provenienza".

 

"Così come nei nostri settori di competenza, lotteremo ancora contro il blocco del turn-over nel pubblico impiego, come previsto dalla legge Brunetta, che porterà alla diminuzione di circa 300.000 posti di lavoro entro il 2014. Merito e produttività, valorizzati dallo sblocco della contrattazione decentrata, e pressing costante sulle istituzioni locali e nazionali per rimarcare i diritti dei lavoratori e dei giovani disoccupati saranno le nostre priorità per il 2011”.



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