LAVORO/ Retribuzioni orarie al +2,2% a fine 2010

- La Redazione

Oggi l’Istat ha diffuso i dati sui contratti collettivi nazionali di lavoro e sull’indice delle retribuzioni contrattuali orarie

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Foto Imagoeconomica

LAVORO – Retribuzioni orarie al +2,2% a fine 2010 – Oggi l’Istat ha diffuso i dati sui contratti collettivi nazionali di lavoro e sull’indice delle retribuzioni contrattuali orarie. Quest’ultimo, a dicembre 2010, è aumentato dello 0,1% rispetto al mese precedente e dell’1,7% rispetto a dicembre 2009. Nella media del 2010 si è registrato un aumento, rispetto all’anno precedente, del 2,2%. Nel 2009 il dato era stato del 3%. L’Istat ricorda anche che il tasso di inflazione medio nel 2010 è stato dell’1,5%. Quindi, l’incremento delle retribuzioni si mantiene superiore a quello dei prezzi al consumo.

Analizzando l’aumento medio annuo, crescite significativamente superiori alla media si osservano nei comparti alimentari bevande e tabacco (+3,9%), telecomunicazioni (+3,7%), servizi di informazione e comunicazione (+3,4%), commercio (+3,3%) e tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (+3%). Le variazioni più contenute si registrano, invece, per attività dei vigili del fuoco (+0,4%), scuola (+0,6%), trasporti, servizi postali e attività connesse e ministeri (per entrambi l’aumento è dello 0,7%).

Sulla base delle disposizioni definite dai contratti in vigore alla fine del mese di dicembre 2010, l’indice delle retribuzioni orarie contrattuali per l’intera economia, proiettato per l’anno 2011, registrerebbe un incremento medio annuo dell’1,4%. Con riferimento al semestre gennaio-giugno 2011, in assenza di rinnovi, il tasso di crescita tendenziale dell’indice generalesalirebbe al 2% a gennaio e febbraio per poi ridiscendere sino all’1,4% a giugno.

L’Istat fa infine sapere che alla fine di dicembre 2010 risultavano in attesa di rinnovo 41 contratti nazionali, relativi a meno di 4,9 milioni di dipendenti. I mesi di attesa per i lavoratori con il contratto scaduto sono, in media, 14,5, in crescita rispetto a novembre 2010 (13,4 mesi), ma in marcata diminuzione rispetto a un anno prima (22,6).

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