PRIMO MAGGIO/ A Bologna domani 30 aprile presidio della Cisl

A Bologna, dopo la scelta della Cgil di non festeggiare la festa del lavoro in piazza con Uil e Cisl, quest’ultima ha deciso di tenere un presidio domani, sabato 30 aprile

29.04.2011 - La Redazione
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L'immagine che compare sul manifesto della Cisl

A Bologna lo “strappo” tra le confederazioni sindacali non è stato ricucito, anzi rischia di peggiorare. Il Primo Maggio, infatti, Cgil, Cisl e Uil non sfileranno insieme in Piazza Maggiore per celebrare la festa del lavoro. È stata per prima la Cgil a decidere di tenere una manifestazione autonoma rispetto alle altre due confederazioni. E alla fine la Cisl ha deciso di organizzare per domani, sabato 30 aprile 2011, un presidio in Piazza Re Enzo con un intervento del segretario generale locale, Alessandro Alberani.

Sul sito della Cisl di Bologna capeggia questo comunicato: “A seguito della decisione della Cgil di Bologna e, nonostante i tentativi della Cisl di Bologna di ricucire lo strappo, per la prima volta quest’anno il 1 maggio non sarà festeggiato in maniera unitaria in Piazza Maggiore. La Cisl di Bologna ha organizzato un presidio, sabato 30 aprile in Piazza Re Enzo, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 per incontrare, iscritti, lavoratori e cittadini. Alle ore 11.00 al presidio si terrà un intervento del segretario generale Alessandro Alberani”.

La Cisl ha deciso di dedicare il presidio proprio all’unità dei lavoratori in un momento come quello del Primo Maggio. La città è stata quindi tappezzata di manifesti che riporta due immagini (la prima con una manifestazione unitaria a Piazza Maggiore, la seconda con la stessa foto ma frantumata). In alto capeggia la scritta, “C’era una volta il 1° Maggio…” “e a noi andava bene così”, con riferimento alla prima immagine. In fondo al manifesto la scritta “Mai più 1° maggio divisi”.

In un comunicato la Cisl di Bologna spiega: “Quest’anno purtroppo la Cgil ha deciso di celebrare il 1° maggio da sola, senza gli altri sindacati, unicamente per dare visibilità alle ragioni del loro sciopero del 6 maggio”.

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