RIFORMA PENSIONI 2015 / Taglio delle pensioni d’oro: un’altra frenata al piano di Boeri

- La Redazione

Ieri alla Camera è stata approvata una risoluzione della maggioranza riguardante il Def 2015, importante anche in vista della riforma delle pensioni che dovrebbe esserci in autunno

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Tito Boeri (Infophoto)

Se una riforma delle pensioni ci sarà, un taglio delle pensioni d’oro sembra invece al momento escluso. Carlotta De Franceschi, consigliere economico del Premier Renzi, nel corso del convegno della Cassa di previdenza dei commercialisti cui ha partecipato anche Tito Boeri, ha infatti escluso questo tipo di intervento. La voce della De Franceschi si aggiunge a quella di altre vicine al Governo e a Renzi, rafforzando così la convinzione che la posizione ufficiale del Governo sia appunto quella di evitare decurtazioni degli assegni più alti. La consulente di Renzi ha anche spiegato che se ci saranno interventi sulle pensioni saranno per dare e non per togliere.

Ieri alla Camera è stata approvata una risoluzione della maggioranza riguardante il Def 2015, importante anche in vista della riforma delle pensioni. Infatti, si è deciso di accontonare il “tesoretto” da 1,6 miliardi, su cui mancano però indicazioni riguardo l’utilizzo. Una delle ipotesi è anche di dare un bonus, simile a quello da 80 euro, anche ai pensionati incapienti. Inoltre, la risoluzione chiede al governo di valutare, in sede di predisposizione della Legge di stabilità, l’introduzione della flessibilità nell’età di accesso alla pensione, compatibilmente con le risorse disponibili. Una sorta di “impegno” scritto, ma ovviamente non vincolante.

Il presidente dell’Inps Tito Boeri continua a rilasciare dichiarazioni che accendono il dibattito sulla riforma delle pensioni, possibile nei prossimi mesi. Boeri ha attaccato i politici che negli ultimi 20 anni sono stati poco trasparenti con gli italiani, non informando a dovere i cittadini sugli effetti delle riforme delle pensioni che si sono succedute negli ultimi anni. Boeri sottolinea l’importanza dello strumento della busta arancione, che entrerà in vigore dal prossimo maggio, per informare in tempo reale i contribuenti sulla propria posizione contributiva, in particolare sugli anni di contribuzione necessari per acquisire il diritto alla pensione, in base alla normativa vigente. Secondo Boeri, a causa “dell’ignavia di stato i lavoratori sono stati spinti a compiere scelte sbagliate” e ciò “è un fatto gravissimo”. Boeri ha confermato che la busta arancione sarà disponibile per i più giovani a partire dal primo maggio e per gli over 55 a partire dal mese di giugno. 

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