RIFORMA PENSIONI/ Giovani e donne, le richieste di Petteni al Governo (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Giovani e donne, le richieste di Petteni al Governo. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 11 novembre 2017

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Giuliano Poletti (Lapresse)

GIOVANI E DONNE, LE RICHIESTE DI PETTENI (CISL)

La trattativa tra esecutivo e sindacati sulle pensioni va avanti e “la Cisl apprezza le aperture importanti e le proposte del Governo Gentiloni che sono state fatte negli incontri tecnici sul sistema di calcolo dell’aspettativa di vita, sull’equiparazione della previdenza integrativa tra lavoratori privati e pubblici, l’allargamento della platea dei lavori gravosi che resteranno fuori dall’innalzamento dell’età pensionabile”, dice Gigi Petteni, ricordando però che “ci sono ancora delle questioni delicate da approfondire “che riguardano soprattutto la previdenza dei giovani, le donne ed il lavoro di cura”. Secondo il Segretario confederale della Cisl ora “bisogna fare l’ultimo sforzo per cercare di trovare lunedì una intesa che è sicuramente alla portata delle parti, venendo incontro alle giuste attese dei giovani, dei futuri pensionati e dei più deboli, così come abbiamo fatto l’anno scorso con la prima parte dell’intesa sulla previdenza”.

LA PROTESTA NELLE FABBRICHE MILANESI

Ci sono state già mobilitazioni in alcune fabbriche milanesi contro la Legge di bilancio e il previsto innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni. L’ha fatto sapere la Fiom di Milano, spiegando anche che si è arrivati fino alla richieste di uno sciopero. Il sito di Rassegna Sindacale riporta le varie prese di posizione dei lavoratori delle aziende meneghine, dalle quali traspare in particolare la preoccupazione per le giovani generazioni. “I lavoratori della Baruffaldi di Tribiano reputano ‘scandalosa la presa di posizione del Governo per la trattativa sulle pensioni. Se non ci saranno sviluppi positivi tutte le maestranze sono pronte alla lotta’. Alla Ceit Impianti di Segrate chiedono ‘iniziative forti e decise per impedire leggi che danneggiano soprattutto i giovani che non entreranno mai nel mondo del lavoro’”. Il clima in vista di lunedì, insomma, si scalda e non poco.

DOMENICO PROIETTI (UIL): “GIÙ LE MANI DAI 300 MILIONI DELL’APE SOCIALE E PRECOCI”.

Il segretario confederale della UIL Domenico Proietti attraverso una nota pubblicata sul sito dello stesso sindacato che rappresenta, ha posto il focus sui 300 milioni di euro risparmiati dal Governo sull’Ape sociale e sui precoci. Nello specifico questo è stato il monito di Proietti in attesa dell’incontro di lunedì 13 novembre: “Giù le mani dagli oltre 300 milioni risparmiati di ape sociale e precoci. Il Governo non provi a fare cassa sulle risorse non utilizzate nel 2017 per ape sociale e precoci a causa delle pretestuose rigidità che hanno ridotto drasticamente la platea e impedito l’esigibilità di un diritto, per i lavoratori, stabilito dalla legge. Sarebbe l’ennesima beffa dopo che in questi anni sono stati fatti sparire 6 miliardi risparmiati dal fondo lavoro usuranti, dal fondo esodati, dal contatore di opzione donna e dal fondo lavoro di cura. È quindi urgentissimo un intervento legislativo volto a mantenere questi oltre 300 milioni di euro per la finalità alle quali sono state destinate. Questo permetterebbe anche di ampliare la platea degli aventi diritto dando una risposta a decine di migliaia di lavoratori”.

FURLAN: “LUNEDÌ INCONTREREMO GENTILONI”

La segreteria generale della Cisl Annamaria Furlan incontrerà lunedì 13 novembre il Primo Ministro Paolo Gentiloni per discutere di alcune importanti questioni riguardanti la riforma delle pensioni per quello che potrebbe essere un primo passo verso fondamentali accordi. La stessa Furlan, in una recente intervista, ha evidenziato una cauta soddisfazione per alcuni segnali che indicano la volontà del Governo di prendere in esame le questioni su cui si stanno battendo i sindacati: “Lunedì incontreremo il Presidente del Consiglio, Gentiloni e verificheremo anche la proposta del Governo in base alle questioni che in questi giorni in sede tecnica abbiamo affrontato.. Mi sembra di cogliere una volontà da parte del Governo di voler affrontare alcune questioni nodali che noi abbiamo posto. In particolare, come si calcola l’aspettativa di vita, per quali categorie dobbiamo assolutamente bloccarla, come creiamo una condizione di dignità per le pensioni dei giovani e come facciamo finalmente partire il lavoro di separazione tra assistenza e previdenza, insieme alla valutazione del paniere”.

LE DISTANZE TRA GOVERNO E SINDACATI

Lunedì è previsto un nuovo incontro tra Governo e sindacati, che sarà quello conclusivo del tavolo tecnico aperto sull’aumento dell’età pensionabile in base all’aspettativa di vita. Non sembrano esserci le premesse per un accordo soddisfacente per tutte le parti, nonostante gli auspici di Giuliano Poletti. Intervistato da Radio Articolo 1, infatti, Roberto Ghiselli ha detto che “il confronto sta andando male”. Per quanto riguarda in particolare la possibilità di esentare alcune categorie di lavori dall’incremento a 67 anni, il Segretario confederale della Cgil ha spiegato che “il governo ha fatto una proposta ridotta al minimo, considerando una platea del mondo del lavoro che non arriva al 10%. Se questi sono i presupposti è inutile anche avanzare una controproposta”.

Il sindacalista ha fatto inoltre presente che non ci sono state risposte positive sulle richieste di cambiamenti all’Ape social per i lavoratori precoci, mentre sembra ci sia la disponibilità del Governo a estendere la previdenza complementare al pubblico impiego. Infine, Ghiselli ha fatto presente che non c’è stata la volontà, da parte del Governo, di discutere di interventi a favore dei giovani e delle donne. Che l’accordo sia lontano lo fanno capire anche le parole di Domenico Proietti, secondo cui restano delle distanze da colmare tra le richieste presentate dai sindacati e le proposte del Governo. Il Segretario confederale della Uil ha anche spiegato che è stato chiesto “di prorogare l’Ape e di renderlo esigibile anche con modifiche normative. Abbiamo chiesto anche di usare per questo le risorse che non sono state utilizzate nel 2017, si tratta di circa 300 milioni. ma per il Governo i margini sono pochi”.

GLI INTERVENTI CHE OCCORRONO PER LE DONNE

Il tavolo tecnico tra Governo e sindacati sulle pensioni è stato aperto e pieno sostegno al lavoro dei rappresentanti delle confederazioni Roberto Ghiselli, Domenico Proietti e Gigi Petteni, nonché a Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil, arriva da Orietta Armiliato, che sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social in un post scrive: “La condizione delle Donne sia lavorativa sia pensionistica deve evolversi: il lavoro di cura deve essere riconosciuto e valorizzato per noi, per le nostre figlie e per le figlie delle figlie, fino ad arrivare a che si chiuda la forbice che, per anni, ha determinato il discrimine fra generi”. In effetti negli ultimi giorni l’attenzione si è concentrata molto sulle categorie da esonerare dall’innalzamento dei requisiti pensionistici, ma non bisogna dimenticare che occorre sanare la disuguaglianza uomini/donne esistente anche sul piano pensionistico.

APE SOCIAL, POSSIBILE MODIFICA PER I FERROVIERI

Potrebbero essere in arrivo modifiche all’Ape social, in modo che possa accedervi anche il personale addetto alla condotta dei convogli ferroviari e il personale viaggiante. Lo segnala pensionioggi.it, citando la risposta fornita da Franca Biondelli, sottosegretario al Welfare, a un’interrogazione presentata in commissione Lavoro della Camera da Roberto Simonetti. La rappresentante del Governo ha fatto capire che c’è la disponibilità a valutare una soluzione per queste categorie. Attualmente, infatti, non mancano degli ostacoli dovuti ai requisiti richiesti anche per l’accesso all’Ape social come precoci. “Assicuro che saranno valutate nel corso del tempo le istanze di tutti le categorie affinché tutti i lavoratori possano avere giusta tutela previdenziale ed assicurativa attraverso il miglioramento e l’implementazione del reticolato normativo vigente”, ha evidenziato Biondelli.

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