RIFORMA PENSIONI/ Di Maio si difende da Renzi e Pd (ultime notizie)

- Lorenzo Torrisi

Riforma pensioni, ultimissime. Di Maio si difende da Renzi e Pd. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali di oggi, 16 dicembre

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DI MAIO SI DIFENDE DA RENZI E PD

Finito sotto il fuoco incrociato del Partito democratico, Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle si difendono e respingono gli attacchi ricevuti sull’ipotesi di tagliare le pensioni d’oro per ricavare 12 miliardi con cui progressivamente cancellare la Legge Fornero. Il vicepresidente della Camera ha chiarito che considera pensioni d’oro quelle con un importo superiore ai 5.000 euro netti mensili e che i 12 miliardi si possono recuperare in tre anni. In questo senso ha promesso che nei prossimi giorni M5S presenterà uno studio sul tema. L’ufficio comunicazione dei pentastellati, dopo le parole di Matteo Renzi, ha di nuovi chiarito quanto espresso dal candidato Premier del Movimento 5 Stelle, chiarendo che “il piano di risparmio di 12 miliardi di euro sarebbe su più anni”. “Renzi non faccia fakenews per distrarre dallo scandalo bancopoli che colpisce Boschi e il suo partito”, aggiungono i pentastellati.

DAMIANO CONTRO DI MAIO

Cesare Damiano critica Luigi Di Maio. Se vuole “recuperare 12 miliardi dalle pensioni d’oro per superare la legge Fornero, ci deve spiegare che cosa intende per ‘pensioni d’oro’. Dato che la matematica non è una opinione, per recuperare 12 miliardi bisognerebbe azzerare (non pagarle più) tutte le pensioni dai 5.500 euro lordi mensili in su”. L’ex ministro del Lavoro sa bene che sarebbe impossibile azzerare tali pensioni e quindi il taglio dovrebbe valere per pensioni di valore più basso. “Sarebbe ora di smetterla di fare sparate sul tema della previdenza mettendo in allarme i pensionati. E non sto parlando di quelli più ricchi ai quali, invece, è giusto applicare un contributo di solidarietà che serva ad aumentare l’importo delle pensioni più povere”, aggiunge Damiano, secondo il quale “si possono fare operazioni di risparmio dalle quali, però, non si ricavano sicuramente grandi cifre”.

SALVINI: NON FACCIO CAPRICCI SULLA LEGGE FORNERO

Matteo Salvini continua a tenere una certa distanza da Silvio Berlusconi. E replica anzi al Presidente di Forza Italia che aveva parlato di “capricci” del leader leghista a proposito del voto contrario degli azzurri all’iter veloce per il ddl Molterni che cancella lo sconto di pena per i reati più gravi. “Mia figlia di 5 anni fa i capricci, non io sulla legge Molteni. Se uno ruba un pacchetto di sigarette puoi dargli lo sconto di un terzo della pena, ma se uno stupra una bambina non puoi dargli il rito abbreviato”. “Io non faccio i capricci sul ddl Molteni e sulla legge Fornero sulle pensioni, che deve essere cancellata”, ha detto Salvini intervenendo alla trasmissione Zapping, in onda su Radio 1. Il leader del Carroccio ha anche detto che se la Lega prenderà più voti degli alleati del centrodestra lui sarà Premier, “anche perché Berlusconi non è candidabile, quindi non può essere Premier”.

FURLAN: “BENE GOVERNO SU ALLARGAMENTO APE SOCIALE”

Mentre fanno discutere le parole del candidato Premier Luigi Di Maio con cui ha promesso l’abolizione delle pensioni d’oro con un possibile risparmio per le casse dello Stato di circa 12 miliardi di euro, la segretaria nazionale della Cisl, Annamaria Furlan ha parole di apprezzamento nei confronti dell’opera del Governo in quanto ad Ape sociale e lavoro femminile lodandone il rispetto degli impegni assunti. In particolare queste sono state le parole della sindacalista: “E’ molto importante che il Governo stia rispettando gli impegni che si è assunto al tavolo del negoziato, impegni condivisi dalla Cisl e dalla Uil.. L’ape sociale viene allargata anche ai lavoratori agricoli, agli operai siderurgici, ai pescatori, ai marittimi e cioè a quelle ulteriori categorie che noi avevamo sommato a quelle dell’ ape sociale per il blocco dell’aspettativa di vita. Come credo che sia assolutamente importante avere riconosciuto alle donne che hanno diritto all’ ape sociale un anno per ogni figlio fino ad un massimo di due anni. Riscontriamo dunque una grande coerenza da parte del Governo rispetto agli impegni che con noi si era assunto ed aveva sottoscritto”.

APE SOCIAL, LE PAROLE DI GHISELLI (CGIL)

La Cgil ha giudicato insufficienti le proposte del Governo sulle pensioni, tanto da scendere in piazza il 2 dicembre. Tuttavia Roberto Ghiselli ammette che alcune delle novità sull’Ape social sono positive. “La Cgil giudica positivamente che, sia per l’Ape sociale che per i precoci, in aggiunta al requisito contributivo dei 6 anni sugli ultimi 7 di lavoro, si preveda un allargamento ai 7 anni su 10. Bene inoltre la rimozione del vincolo del tasso di tariffa Inail del 17 per mille. Erano entrambe nostre richieste”, dice il sindacalista. Che non manca di evidenziare che altre richieste non sono state invece recepite, “come quella dell’abbassamento della soglia di contribuzione necessaria per accedere ai lavori gravosi, da 36 anni a 30 anni di contribuzione, e l’allargamento della platea per tutti coloro che hanno perso il lavoro e sono attualmente disoccupati”.

Il Segretario confederale della Cgil sottolinea però anche un altro aspetto dell’emendamento presentato dal Governo alla Legge di bilancio: “si conferma che le risorse risparmiate quest’anno non verranno reimpiegate per le finalità previdenziali a cui erano state destinate”. Uno studio della Cgil aveva infatti messo in rilievo come i risparmi di spesa per l’Ape social siano stato per il 2017 superiori ai 500 milioni di euro, mentre con l’emendamento se ne mettono sul piatto meno di 175 in tre anni. Ghiselli ricorda infine che l’istituzione del fondo in cui far confluire i risparmi dell’Ape social non comporta la sua proroga anche per il 2019.

I DATI SULLE CASSE DEI PROFESSIONISTI

È stato diffuso il settimo Rapporto del Centro studi dell’Adepp, dal quale emerge che il numero di professionisti iscritti alle casse di previdenza private ammonta a circa 1,5 milioni. Askanews riporta alcuni interessanti dati di questo Rapporto, tra cui l’aumento della raccolta nel 2016, superiore del 7% rispetto al dato dell’anno precedente e della prestazioni erogate (+1,6%). Interessante notare anche un trend crescente del patrimonio della casse, passato dai 65,6 miliardi del 2013 agli 80 del 2016. L’aumento nel corso degli anni ha riguardato anche le entrate contributive (+80% negli ultimi 12 anni) e le prestazioni erogate (+68%). Nel 2016 si è però confermata la diminuzione di nuove iscrizioni. In calo anche il numero di lavoratori autonomi, mentre aumentano i liberi professionisti. I quali hanno tuttavia visto scendere il loro reddito nel corso degli anni.

APE SOCIAL, GLI EMENDAMENTI APPROVATI E NON

In commissione Bilancio della Camera ieri c’è stato l’esame degli emendamenti della Legge di bilancio ed è stato approvato un subemendamento del Pd che estende “ad altri lavoratori (fratelli, sorelle e affini) che assistono familiari disabili” la possibilità di accedere all’Ape social, come ha scritto Davide Baruffi sulla sua pagina Facebook. Nella stessa seduta, Walter Rizzetto, come si può vedere in video che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook, ha invitato il Governo a riflettere sulla possibilità, come aveva avuto modo di chiedere in un emendamento, di consentire l’accesso all’Ape social con 20 anni di contributi per tre categorie: i lavoratori stagionali, gli operai agricoli e del settore pesca. Ciò in ragione del fatto che per loro è difficile riuscire a lavorare tutto l’anno e quindi raggiungere i 20 anni di contributi significa lavorare comunque 30 anni circa.

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