Riforma pensioni/ Damiano: Quota 100 senza Ape social è fragile (ultime notizie)

Cesare Damiano non trova la proroga dell’Ape social nella riforma delle pensioni che porterà al varo, con la manovra, di Quota 100

20.12.2018, agg. il 21.12.2018 alle 09:11 - Lorenzo Torrisi
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Luigi Di Maio (Lapresse)

DAMIANO: QUOTA 100 SENZA APE SOCIAL È FRAGILE

Si resta in attesa del testo definitivo del maxi emendamento del Governo alla Legge di bilancio per capire cosa succederà in tema di riforma delle pensioni. Cesare Damiano, per il momento, non ha trovato traccia della proroga dell’Ape sociale. “Se così fosse causeremmo un grave danno a chi svolge i lavori più faticosi, a chi non arriva ai 38 anni di contributi e soprattutto ai disoccupati che, con 63 anni di età e appena 30 anni di contributi possono già andare in pensione”. L’ex ministro ci tiene a evidenziare che “Quota 100 senza l’Ape sociale è una misura fragile che penalizza i più deboli. Se non la si proroga entro la fine dell’anno scade al 31 dicembre, tra pochi giorni, e si crea un vuoto normativo”. Damiano condivide anche le perplessità dei sindacati sulla manovra, in particolare “quanto detto dalla segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan, in materia previdenziale, condannando l’annunciato blocco della rivalutazione delle pensioni sopra i 1.500 euro lordi mensili. Si tratta di una misura iniqua che, ove assunta, andrebbe a colpire i redditi di persone anziane. Ovvero, colpirebbe redditi anche modesti, frutto di oneste fatiche, nonché figure sociali che, in quanto pensionati, non possono più lottare con lo sciopero in difesa dei propri diritti”.

L’ELENCO DEI PROVVEDIMENTI DI DI MAIO

Sulla propria pagina Facebook Luigi Di Maio ha postato la foto di una lista di interventi, contenuti nella Legge di bilancio, contrassegnati a lato da una scritta evidenziata in giallo “fatto”. “Questa è la lista delle cose che sono entrate nella legge di Bilancio, fatela vedere a chi ancora è scettico su questo governo”, ha scritto il vicepremier. Nella lista, a proposito di temi riguardanti la riforma delle pensioni, si leggono i seguenti punti: aumento delle pensioni minime, quota 100 per superare la Fornero, aumento pensione invalidi, taglio pensioni d’oro. “Sappiate che questo è solo l’inizio, sono sicuro che il 2019 sarà l’anno del cambiamento e sono davvero contento di potervelo dire mentre tra le mani stringo questa lista di piccoli e grandi successi. Grazie a tutti voi che siete sempre stati al nostro fianco. Questo è un successo di tutti noi, di tutti gli italiani”, ha aggiunto Di Maio, che in un video, diffuso sempre via social ha anche detto: “Ho visto che i pensionati d’oro sono arrabbiati e vogliono fare ricorso. Dicono che si erano abituati a un tenore di vita. Se ne facciano una ragione, visto che quelle pensioni d’oro le hanno pagate i pensionati minimi in questi anni”.

SALVINI CONTRO BOERI

Nuovo round nel match tra Matteo Salvini e Tito Boeri. Il Presidente dell’Inps ha parlato di “fatto gravissimo” rispetto al blocco delle assunzioni nel settore pubblico previsto nella manovra che verrà approvata al Senato. Visti i suoi precedenti interventi contro la riforma delle pensioni con Quota 100, il vicepremier ha detto: “Da mesi Boeri rema contro il Governo e disinforma gli italiani, difendendo una legge sciagurata come la Fornero. Perché per coerenza non si dimette e si candida alle primarie del Pd?”. “Noi andiamo avanti sulla via del diritto al lavoro e alla pensione, problemi che evidentemente Boeri non ha”, ha aggiunto il leader della Lega. Appare sempre più probabile, quindi, un cambio della guardia alla guida dell’Inps. Boeri è in scadenza di mandato, ma non sarà così semplice individuare il nome del suo successore, considerando che Movimento 5 Stelle e Lega non avranno una candidatura univoca. O almeno non al momento. Dovranno sicuramente giungere a una mediazione, magari tenendo conto di altre nomine che sono in discussione in questo periodo.

LA PENALIZZAZIONE SOPRA I 1500 EURO

La riforma delle pensioni, oltre a Quota 100, conterrà anche una misura che non darà una rivalutazione piena degli assegni pensionistici sopra una determinata soglia, che sembra sarà individuata a 1.500 euro. “Per finanziare Quota 100, il Governo M5s-Lega blocca gli aumenti delle pensioni da 1.530 euro in su, altro che pensioni d’oro! Lo stop all’indicizzazione deciso dal Governo Letta, che sarebbe terminato quest’anno, pare che invece sarà riconfermato da Salvini e Di Maio”, ha scritto sul suo profilo Facebook Ubaldo Pagano. Il deputato del Pd ha aggiunto che senza nessun provvedimento, da gennaio i pensionati da 1.530 euro in su sarebbero tornati ad avere gli aumenti legati all’inflazione, ma con l’intervento del Governo M5s-Lega gli aumenti saranno bloccati. Perché? Per trovare una parte di coperture necessarie a finanziare la pensione anticipata di qualche decina di migliaia di persone, quelle che alla fine aderiranno alla Quota 100 taroccata del Governo, con l’anticipo possibile solo con penalizzazioni varie”. “Davvero Salvini e Di Maio pensano che una pensione da 1.500 euro sia una pensione d’oro da tagliare?”, è la domanda finale di Pagano.

ANCORA SILENZIO SUGLI ESODATI

Ormai la manovra si prepara a essere approvata dal Senato per poi tornare alla Camera in terza lettura e avere quindi il via libera del Parlamento. Al suo interno ci sarà lo stanziamento dei fondi per la riforma delle pensioni con Quota 100 e per altri provvedimenti di carattere previdenziale. Non è ancora purtroppo chiaro se ci sarà la nona salvaguardia degli esodati. Nonostante le dichiarazioni di esponenti del Governo e della maggioranza, i membri del Comitato esodati licenziati e cessati sanno bene che finché non c’è un testo scritto c’è poco da illudersi, visto che già in passato si era parlato di un provvedimento che potesse dare sollievo a circa 6.000 persone che dalla fine del 2011 si ritrovano in una situazione per la quale non possono ancora accedere alla quiescenza e non hanno, vista anche l’età, la possibilità di rientrare nel mercato del lavoro. Il sottosegretario Durigon ha detto che gli esodati verranno aiutati, ma ha anche fatto capire che non ci sarà una nuova salvaguardia. Dunque c’è da chiedersi con quale provvedimento e quali modalità li si aiuterà, ma soprattutto con quale tempistica.

RIFORMA PENSIONI, LA PROTESTA DEI SINDACATI

Se Luigi Di Maio è convinto della bontà dell’intervento sulle cosiddette pensioni d’oro, tanto da dire, come riportato da Lapresse, che “in Italia chi dice che si era abituato a un tenore di vita da 11mila euro di pensione al mese e adesso non ce la fa più io credo che dovrebbe vergognarsi perché oggi siamo di fronte a una occasione storica”, c’è chi non dimentica che la riforma delle pensioni non porterà solo a Quota 100, ma anche a una rivalutazione ridotta degli assegni pensionistici. I Segretari generali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp Uil chiedono in fatti all’esecutivo di non fare cassa “con i pensionati andando a rimettere le mani sul sistema di rivalutazione penalizzando così milioni di persone”.

Ivan Pedretti, Gigi Bonfanti e Romano Bellissima ritengono che “sarebbe un atto di imperio insopportabile e profondamente ingiusto, nonché un clamoroso passo indietro rispetto agli impegni assunti dal precedente Governo che aveva stabilito il ritorno dal 1 gennaio 2019 ad un meccanismo di rivalutazione che fosse in grado di tutelare il potere d’acquisto dei pensionati italiani”. I sindacalisti non nascondono che comunque non sarebbe la prima volta che chi è al Governo penalizza i pensionati. “Quello che si profila non è altro che l’ennesimo furto alle pensioni medio-basse. Già altri governi in questi anni hanno seguito questa strada”, scrivono Pedretti, Bonfanti e Bellissima. Tuttavia non ci sarebbe “quel tanto sbandierato cambiamento, ma il reiterarsi di decisioni sbagliate e punitive verso una fascia di popolazione che avrebbe piuttosto bisogno di essere aiutata e sostenuta. Qualora fosse confermato questo intervento non staremo di certo fermi a guardare, ma ci mobiliteremo”.

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