RIFORMA PENSIONI/ La bocciatura per Ape social e Quota 41 (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. La bocciatura del voto per Ape social e Quota 41. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 7 marzo

06.03.2018 - Lorenzo Torrisi
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Matteo Salvini (Lapresse)

LA BOCCIATURA PER APE SOCIAL E QUOTA 41

L’ex Prefetto di Firenze Paolo Padoin è convinto che il risultato delle elezioni politiche, con il buon risultato di Lega e Movimento 5 Stelle, aumenti le possibilità di una revisione della Legge Fornero nella nuova legislatura. È in ogni caso chiaro che “il voto degli italiani ha bocciato sonoramente il Pd e l’attuale maggioranza di governo” e ha premiato chi nel suo programma ha parlato di revisione della riforma delle pensioni del 2011. “È uscito sconfitto, quindi, l’accordo sindacale dello scorso settembre 2016 con il quale il Governo Renzi ha realizzato l’Ape sociale e la quota 41 per i lavoratori precoci e l’ape volontario, cioè il prestito pensionistico per gli ultra 63enni. Gli enormi ritardi e i tantissimi paletti e condizioni imposte, accompagnato dal pasticcio sui vitalizi, hanno segnato anche la sorte dei sostenitori di tale accordo”, segnala Padoin in un articolo su firenzepost.it. 

BARBAGALLO: PRONTO DOCUMENTO PER NUOVO GOVERNO

Il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo rende difficile la formazione di una maggioranza in grado di governare. Ne è cosciente anche la Uil, che si affida “ai compiti istituzionali e alla saggezza del presidente della Repubblica”. Carmelo Barbagallo, durante l’esecutivo della confederazione ha spiegato che “per parte nostra abbiamo già pronto un documento che presenteremo al prossimo Governo e nel quale abbiamo individuato le priorità per i lavoratori, i pensionati e i giovani in cerca di lavoro”. In questo senso, ha aggiunto, “la nostra prima rivendicazione resta quella di una riforma fiscale che sia in grado di redistribuire la ricchezza, riducendo il peso della tassazione su lavoro e pensioni, e di generare, così, una crescita strutturale dell’economia”. Barbagallo ha anche annunciato la volontà di ricandidarsi alla carica di Segretario generale al prossimo Congresso nazionale in programma a fine giugno.

NIENTE IMU AI PENSIONATI AGRICOLI

Secondo quanto riporta Italia Oggi, Gli imprenditori agricoli professionali e i coltivatori diretti iscritti alla previdenza agricola, anche se già pensionati, devono vedersi esentati tutti i terreni agricoli posseduti e condotti dal pagamento dell’Imu. È quanto è stato chiarito dalla risoluzione n. 1/DF del 28 febbraio 2018 del Dipartimento delle Finanze. “I tecnici del Mef hanno condotto una ricognizione delle norme in vigore ed hanno spazzato il campo da dubbi interpretativi partendo dalla considerazione che le sentenze intervenute sul tema non riguardavano l’Imu, ma l’Ici, tributo diverso che contemplava sul punto una differente disciplina”, si legge sul quotidiano economico. Una notizia che farà certamente piacere ad alcuni pensionati che non dovranno quindi essere tenuti al pagamento dell’Imu.

IL PUNTO DEL CODS DOPO LE ELEZIONI

Dopo le elezioni politiche, che hanno lasciato un quadro poco chiaro su chi riuscirà a governare il Paese, Orietta Armiliato ricorda che indubbiamente chiunque avrà l’incarico dal Presidente Mattarella dovrà fare i conti con la situazione del bilancio pubblico “e dunque, per poter realizzare tutte le promesse (e ci riferiamo sempre alle misure prospettate relative alla previdenza) che chi ci governerà ha offerto, dovremmo attendere a lungo”. L’amministratrice del Comitato Opzione donna social lancia quindi un messaggio molto chiaro: “Non possiamo fare che ribadire e riconfermare gli impegni per i quali il Cods si è formato e, atteso che le istanze delle quali ci occupiamo sono esistenti a causa di ingiustizie sociali, mancanza di imparzialità, disattenzione del legislatore o altro e quindi non hanno alcuna specifica connotazione politica perciò, di qualsiasi colore sarà il vestito del nuovo esecutivo, se avrà la volontà non solo propagandistica di volerle prenderle in dovuta considerazione e risolverle, sarà il nostro benvenuto interlocutore”.

CLASS ACTION ALLA CEDU CONTRO IL BONUS POLETTI

Le Acli di Palermo hanno deciso di avviare un class action contro il blocco delle rivalutazioni delle pensioni, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimo il bonus Poletti. Ilsicilia.it riporta le parole di Francesco Todaro, che in partnership con l’avvocato Irene Damiani ha avviato la Class Action che verrà portata alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo. “I soggetti aventi diritto che possono aderire al ricorso Cedu sono tutti coloro che sono andati in pensione prima del 31.12.2011 e prima del 31.12.2012 e hanno percepito un importo della pensione per il 2012 superiore a € 1.405,05 lordi (pari a circa €. 1.088,00 netti) e per il 2013 superiore a €. 1.443,00 lordi (pari a circa €. 1.117,00 netti). Con il riconoscimento del ricorso, la Cedu restituirebbe ai pensionati, il diritto a ricevere tutti gli arretrati della rivalutazione dell’assegno pensionistico del 2012/2013, pari a un valore che può variare da 8.000 a 25.000 euro”, ha detto il legale.

GLI SCENARI DOPO LE ELEZIONI 

I risultati delle elezioni politiche tengono banco occupando quindi anche gli spazi di notizie relative alle pensioni, visto che in campagna elettorale si è parlato non poco di interventi sul sistema previdenziale. Le dichiarazioni di alcuni esponenti della Lega fanno dubitare della possibilità che possa nascere un’alleanza tra il Carroccio e il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo al Senato, Marco Centinaio, intervenendo a Radio Anch’io, ha infatti evidenziato che in questa legislatura i pentastellati si sono distinti per il non essere proprio di parola. Dunque, dal suo punto di vista, solo se dimostrassero di essere cambiati si potrebbe pensare ad aprire un dialogo. Secondo il capogruppo alla Camera, Massimiliano Fedriga, se mai dovesse iniziare una trattativa con il Movimento 5 Stelle, la Lega porrebbe sul tavolo tre questioni: la pressione fiscale, l’immigrazione e le pensioni.

Questi sono considerati tre punti imprescindibili e, almeno sul fronte della previdenza, parrebbe possibile trovare una quadra, visto che entrambe le formazioni mirano al superamento della Legge Fornero con l’introduzione di Quota 41 e Quota 100. L’intervento di Matteo Salvini, che in conferenza stampa ha dichiarato che la responsabilità della Lega è quella di creare un governo con la coalizione di centrodestra, sembrano in ogni caso sbarrare la strada a un dialogo con i pentastellati. Anche se non sembrano esserci molte altre possibili maggioranze di governo, a meno di non ipotizzare un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e il Partito democratico. Dove però non ci sarebbe una visione comune sulle pensioni, salvo che nel distinguere l’età pensionabile in base al tipo di lavoro svolto.

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