Leonardo, bimbo ucciso a Novara/ La madre di Nicholas Musi: “Sempre stato violento”

Leonardo, bimbo ucciso a Novara da Nicholas Musi, compagno della madre Gaia Russo: le parole di Nicoletta, mamma del killer.

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La mamma di Nicholas Musi

Nuovi aggiornamenti sulla morte di Leonardo, bimbo di Novara di 2 anni ucciso dal compagno della madre, Nicholas Musi. L’uomo attualmente si trova in carcere e negli ultimi giorni sono emersi retroscena agghiaccianti: dalle minacce alla compagna Gaia Russo, madre del bimbo, ai racconti delle ex compagne. La madre di Nicholas, Nicoletta, ha spiegato a Pomeriggio 5 che il figlio è sempre stato violento: «All’età di 5 anni mio figlio mi ha spaccato il vetro di casa, all’età di 6 anni ha iniziato a picchiare i compagni di scuola ed un maestro, a cui ha rotto gli occhiali. Ha tirato calci alle gambe anche ad un’altra maestra: era già molto aggressivo e molto prepotente già da piccolo». Prosegue la donna: «Io e mio marito decidemmo di metterlo in una comunità insieme ai servizi sociali. Pensavamo che potesse cambiare, che potevano salvarlo e aiutarlo, ma invece niente: la comunità mi ha detto che lasciava escrementi dentro i comodini. Hanno deciso di metterlo in una famiglia affidataria a Torino, ma anche lì niente: si è seduto sopra due cagnolini piccoli e li ha schiacciati, aveva solo 9 anni».

LEONARDO, BIMBO UCCISO A NOVARA: LE PAROLE DELLA MADRE DI NICHOLAS MUSI

Rinchiuso in una comunità di Novara, la situazione non è cambiata: «Ha tirato un triciclo dietro un bimbo, ha rischiato di ucciderlo. A 16 anni è scappato da questa comunità ed è tornato a casa». Purtroppo è giunto il dramma con il piccolo Leonardo: «Con Gaia non ho fatto in tempo: mi dispiace moltissimo di non averla conosciuta, potevo salvarla e toglierla dalle mani di un assassino come mio figlio. Ho salvato le sue ex fidanzate, le avvertivo dicendo che era aggressivo». Una delle ex fidanzate di Musi ha raccontato a Pomeriggio 5: «Siamo stati insieme due mesi, ed era violento. Rompeva tutto in casa, sbatteva le porte, anche quando era presente mia madre più di ogni altra cosa mi picchiava».



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