LETTURE/ Piccolo festival dell’essenziale, il bello di interrogare maestri 

- Francesco Malfitano

Quest’anno il Piccolo Festival dell’Essenziale si declinerà nelle parole e concetti di Novità, Corpo, Potere e Simboli. A Roma, in Piazza San Marco, 16-17 novembre

I Fori Imperiali a Roma
I Fori Imperiali a Roma (Instagram)

Nato da un’idea del poeta e scrittore Davide Rondoni, il Piccolo Festival dell’Essenziale si presenta come “un viaggio in quattro parole per scoprire l’essenziale del vivere”, e si declinerà, nell’edizione 2019, nelle parole e concetti di Novità, Corpo, Potere e Simboli. 

È già la VII edizione questa, e mi piace iniziare con un virgolettato di Rondoni di anni fa: “Di fronte alla crisi, umana prima ancora che economica e sociale, di fronte al diffondersi del superfluo che illude con una felicità a basso prezzo, riempiendo il vuoto col nulla, si torna all’essenziale”. 

Sì, un tentativo davvero arduo, ma non per questo ilare; due giorni di incontri e dialoghi con tanti “maestri”, interrogati su cosa sia essenziale per loro.

Reso possibile grazie al sostegno della Fondazione Claudi, del Centro Culturale di Roma e dell’Associazione Un Sanpietrino, la manifestazione prenderà corpo nella meravigliosa sede di Palazzo Venezia a Roma, nella quattrocentesca loggia che si affaccia proprio di fronte l’Altare della Patria; inizieremo alle 11 della mattina chiedendo a Buttafuoco cosa sia oggi una “novità” e perché la novità possa ricondurci all’essenziale; proseguiremo, poi, con il poeta e scrittore Picca.

Nel pomeriggio dialogheremo sul “corpo” con Gastel, fotografo dei brand internazionali più prestigiosi, ma anche dei volti immortalati più famosi; per poi proseguire con Riotta sempre sulla novità.

Abbiamo scomodato Bisignani, l’uomo che sussurra ai potenti, che insieme ad altri relatori come Altamura, Imperatore, Bernardi e Perri, coordinati dal prof. Cappiello, dialogheranno su cosa sia il “potere”.

La sera di sabato 16 novembre varcheremo insieme la soglia della più importante Basilica del mondo, Santa Maria in Ara Coeli, dove un coro di voci bianche, Voces Angelorum, ci introdurrà ad una lezione del bravissimo Padre Lonardo, direttore del servizio cultura della diocesi di Roma, che ci parlerà dei “simboli” a Roma, tra Romolo e Remo da un lato, e Pietro e Paolo primi discepoli dall’altro.

Tantissimi i poeti che interverranno: lo stesso Rondoni, ma anche Damiani, Laudace, Zingone, Colella, Ragone, Edmond ed altri.

Il Festival continuerà domenica tarda mattinata con studiosi di arte come Tosi, Nannipieri, Caricato e Taglialagamba, che, insieme al direttore Monda ci parleranno dei nuovi e antichi simboli nel cambio d’epoca. E poi pittura con Merosi e musica con Carusi, e danza con la bellissima Agnese Trippa.

Una due giorni piena di incontri, pensieri e brevi performance artistiche, nella speranza che questa affascinante signora che è Roma, un po’ acciaccata e distratta, possa fermarsi  con noi, qualche ora e fissare lo sguardo su ciò che è essenziale in questo percorso umano.

Francesco Malfitano

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