LIGABUE/ “Il momento più bello? La nascita dei miei figli, dopo averne persi due”

- Elisa Porcelluzzi

Luciano Ligabue ha rimandato il concerto per i suoi 30 anni di carriera nel 2022. Il rocker di Correggio ricorda la nascita dei due figli, Lenny e Linda.

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Foto di Ray Tarantino

Luciano Ligabue è stato intervistato dal Corriere della Sera in occasione dell’artista-day, l’iniziativa che per una giornata intera celebra un protagonista della canzone italiana. Come tutti gli artisti, Ligabue è lontano dal palco da più di un anno e la pandemia gli ha fatto slittare due volte la festa-concertone a Campovolo per i 30 anni di carriera (ora previsto per il 4 giugno 2022): “Dalle mie parti si dice così, sto come in tre su una sedia. Scomodo. Come tutti del resto. Il mio mestiere acquisisce senso facendo i concerti, non farli toglie senso anche al vivere. L’astinenza è crudele”. Ligabue, 61 anni, ricorda tre concerti in particolare della sua trentennale carriera: il primo concerto a 27 anni, il debutto allo stadio di San Siro a Milano nel 1997 e Campovolo 2015. Per quanto riguarda la vita privata, invece, i momenti più significativi sono stati la nascita dei due figli: “Lenny è nato prematuro, con parto cesareo, durante le riprese di Radiofreccia. È arrivato dopo la brutta esperienza di un paio di figli persi con la mia ex moglie. Ricordo la tensione prima e il sollievo poi. E poi c’è stata Linda: 17 ore di travaglio, altro che l’intensità di 3 ore di concerto”.

Luciano Ligabue: musica, cucina e Inter

Durante questi mesi a casa Luciano Ligabue ha cucinato tanto – fusilli lunghi al sugo, è la sua pasta preferita – e scritto ancora di più: “Stephen King ogni giorno scrive un tot di parole. Non sono fissato come lui, ma credo che quel metodo mi tenga lì, sul lavoro di scrittura, e a volte finisce che mi sorprendo e da quel magma esce una canzone”. Il suo nuovo singolo è “Essere umano”, estratto dal disco “7” uscito lo scorso dicembre: “È un pezzo nato anni fa, durante il giro di “Nome e cognome”. Non mi convinceva il testo e nemmeno l’arrangiamento. Adesso mi soddisfa perché suona alla me stesso e nel testo racconto di quando tutti ti vogliono considerare le altre persone una cosa o l’altra, o chiodo o martello, e io cerco invece una terza via”. Nel corso dell’intervista al Corriere della Sera, Ligabue non ha nascosto una certa delusione per il concept di “Made in Italy”, “il mio album più coraggioso e anche quello arrivato meno in termini di gradimento”. Ligabue sogna non solo di poter tornare sul palco ma anche di assistere a un concerto degli U2: “L’ultimo tour non mi ha tirato dentro. Voglio farci pace”. Ligabue, da buon tifoso nerazzurro, ha festeggiata lo scudetto dell’Inter, ma ha rivelato di aver rifiutato di scrivere le musiche per una trasmissione sulla sua squadra del cuore.



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