Liliana Segre “200 insulti razziali al giorno”/ Solidarietà bipartisan dalla politica

- Carmine Massimo Balsamo

Liliana Segre tra i personaggi pubblici più bersagliati sul web: la superstite dell’Olocausto riceve una media di 200 insulti al giorno.

liliana segre
Liliana Segre a Senato Tv

Solidarietà bipartisan dal mondo della politica a Liliana Segre, nel mirino degli haters sui social. La senatrice a vita, superstite dell’Olocausto e attiva testimone della Shoah italiana, riceve una media di 200 insulti razziali al giorno secondo un rapporto dell’Osservatorio sull’antisemitismo, citato dall’edizione odierna di Repubblica. Da «ebrea di me*da» a «I campi di sterminio sono una fandonia come l’11 settembre»: attacchi e supposizioni choc che quotidianamente sono riversati sul web da parte di antisemiti ed esponenti di estrema destra coperti dall’anonimato social. Liliana Segre ma non solo: sono tanti i volti noti di origine ebraica nel mirino degli odiatori del web, basti pensare a Gad Lerner e Mark Zuckerberg. In prima linea per combattere la «marea di razzismo e intolleranza che c’è in Italia», la Segre sarà protagonista di un convegno allo Iulm intitolato “Dal binario 21 ad Auschwitz. Il linguaggio dell’odio”.

LILIANA SEGRE, 200 INSULTI RAZZIALI AL GIORNO: SOLIDARIETA’ BIPARTISAN

Nelle ultime ore gli esponenti dei principali partiti politici hanno manifestato la propria vicinanza e solidarietà alla senatrice Segre. Questo il commento del ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti: «Solidarietà a Liliana Segre, che rappresenta l’Italia della memoria e delle fondazioni ideali della nostra società contemporanea. Contento di poterla incontrare a breve per parlare di storia, intercultura e tolleranza». Così la capogruppo di Forza Italia al Senato Anna Maria Bernini: «La senatrice Segre rappresenta il simbolo del riscatto dell’umanità dagli orrori dell’Olocausto, ed è spaventoso che il valore della memoria venga quotidianamente sporcato da una schiera di odiatori seriali». Netta la presa di posizione del segretario Pd Nicola Zingaretti: «Sono schifato, non trovo termine più adatto per commentare i continui messaggi. Sono insulti antisemiti o di genere che non possono passare più inosservati».



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