‘Listino bloccato’ Conte in Parlamentarie: lite M5s/ Chi sono i 18 candidati blindati

- Niccolò Magnani

Bufera nel M5s per il “listino bloccato” di Conte alle Parlamentarie del 16 agosto: chi sono i 18 candidati “blindati” per essere eletti più “facilmente”

pomezia m5s
Elezioni 2022, Conte presenta simbolo M5s al Viminale (LaPresse)

BUFERA PARLAMENTARIE M5S: IL LISTINO BLOCCATO DI CONTE

Alla vigilia delle votazioni online per la lista di candidati da presentare alle Elezioni 2022, il M5s si ritrova nuovamente in una bufera interna con al centro il Presidente Giuseppe Conte: martedì 16 agosto dalle ore 10 ale 22 sono infatti aperte le Parlamentarie del Movimento dove gli iscritti sono chiamati a votare fino ad un max di 3 preferenze per candidati da presentare nei collegi di Camera e Senato. Rispetto alle precedenti votazioni del 2018 – che lanciarono nella classe dirigente 5Stello lo stesso attuale Presidente – Conte ha attuato una modifica sostanziale che non è piaciuta allo “zoccolo duro” del suo partito. Una sorta di “listino bloccato” da 18 candidati (12 alla Camera, 6 al Senato) scelto direttamente dall’ex Premier verrà inserito nelle liste delle Elezioni 2022 in posizioni che dovrebbero garantire l’elezione diretta.

La dicitura è esplicitata nello stesso comunicato M5s sulle Parlamentarie: «Gli iscritti sono chiamati a votare, tramite consultazione in rete, anche la proposta del Presidente di un elenco di nominativi, selezionati anche tra coloro che hanno già proposto la propria autocandidatura, da inserire, con criterio di priorità, nelle liste di candidati in uno o più collegi plurinominali. Il numero di componenti di tale elenco di nominativi proposti dal Presidente non supererà il numero massimo di 12 per la Camera dei Deputati (su un totale di massimo 191 candidati) e di 6 per il Senato della Repubblica (su un totale di massimo 93 candidati)». I nomi dei 18 “blindati” ancora non sono stati resi noto ma nella giornata di domani si troveranno nella terza scheda a disposizione di tutti gli iscritti grillini per poter essere votati come candidati (le prime due conterranno invece l’elenco delle autocandidature giunte per la Camera e per il Senato). Da Virginia Raggi che aveva già pesantemente contestato il “listino” di Conte a Danilo Toninelli, le contestazioni sulla “democrazia non più così diretta” sono diverse: «ma che è ’sta roba qua? Vi do un consiglio, votate quelli che ritenete essere i migliori, quelli che vi possono rappresentare meglio», lamenta l’ex Ministro delle Infrastrutture.

CHI SONO I 18 CANDIDATI M5S “BLINDATI” DA CONTE: IL TOTONOMI

Altro elemento di novità voluto da Conte è la possibilità di presentarsi su più circoscrizioni, elemento assolutamente bandito da Beppe Grillo nel M5s degli inizi (2013): «Un candidato dovrebbe presentarsi per rispetto verso gli elettori in una sola circoscrizione. Questo è uno schifo», scriveva il direttorio a 5Stelle solo 9 anni fa. Conte ha invece deciso di candidarsi nel collegio Lazio 1 e in altri collegi ancora da scoprire (saranno noti dal 21 agosto in poi, giorno di termine per la presentazione delle liste in Corte d’Appello). A suscitare però notevole curiosità in queste ore di critiche e liti interne al M5s sono proprio i nomi dei 18 “blindati” inseriti in quel “listino bloccato” che potrebbero essere inseriti, dopo il voto delle Parlamentarie, come capilista in circoscrizioni dove la loro elezione è data molto probabile.

Secondo “La Repubblica” tra quei 18 nomi potrebbero trovarsi personalità di “rango” all’interno del M5s: i 4 vice presidente di Conte (Riccardo Ricciardi, Michele Gubitosa, Mario Turco e Alessandra Todde), ma anche il Ministro uscente Patuanelli e l’ex sindaca di Torino Chiara Appendino. Dati come papabili anche i capigruppo Francesco Silvestri e Mariolina Castellone, i parlamentari Ettore Licheri e Vittoria Baldino ma anche i nomi della “società civile” come l’ex magistrato Federico Cafiero de Raho o il n.1 Inps Pasquale Tridico. Nel collegio Piemonte 2 alla Camera correrà il marito della Ministra Fabiana Dadone, bloccata dal limite dei 2 mandati, mentre diversi candidati sono stati “depennati” in Campania in quanto sospettati di «vicinanza a Luigi Di Maio», ribadisce “LaRepubblica”.





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