Locatelli (Cts) “Green Pass anche dopo riaperture complete”/ “Lockdown? Ora no, ma…”

- Alessandro Nidi

Franco Locatelli, coordinatore del Cts, sottolinea la possibilità di mantenere la certificazione verde anche a emergenza superata

Locatelli, Cts
Franco Locatelli, coordinatore Cts (LaPresse, 2021)

Franco Locatelli, coordinatore del Cts (Comitato tecnico scientifico), ha rilasciato un’intervista ai microfoni de “Il Messaggero” nella quale ha affermato che il Green Pass dovrà essere mantenuto anche dopo le riaperture complete. “Se si raggiungerà l’obiettivo del 90% di popolazione immunizzata, potremo pensare a riaprire tutto, a eliminare le limitazioni – ha affermato –. Green Pass eliminato come in Danimarca? Su questo sarei molto più cauto. So che c’è chi ritiene che il Green Pass sia soltanto un modo per incentivare la vaccinazione, ma io, invece, sono convinto che sia anche un importante strumento di salute pubblica”.

Locatelli si è quindi detto assolutamente dice favorevole all’estensione della certificazione verde ad altri ambiti lavorativi, a cominciare proprio dalla Pubblica Amministrazione e dalle forze dell’ordine. Riguardo alla terza dose di vaccino, invece, si tratta di un argomento per nulla scontato: “Sarà necessaria per tutta la popolazione. Diciamo però che, se dovesse servire, l’Italia ha dosi sufficienti per i prossimi due anni per tutti i cittadini”. Insomma, il nostro Paese può dirsi attrezzato per fronteggiare una nuova esigenza vaccinale, che, con ogni probabilità, si paleserà nei prossimi mesi.

LOCATELLI (CTS): “NUOVO LOCKDOWN? AL MOMENTO NON CI SONO CONDIZIONI CHE PREFIGURINO UNA SIMILE EVOLUZIONE DELL’EPIDEMIA, MA…”

Nel corso di un’altra intervista, questa volta concessa a “Il Corriere della Sera”, Franco Locatelli ha commentato l’eventualità di nuove chiusure, ergo di nuovi lockdown, in caso di una recrudescenza dell’epidemia, così come sono state prospettate dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Al momento – ha dichiarato l’esperto – non sussistono le condizioni idonee a prefigurare un’evoluzione dell’epidemia tale da dover ricorrere a queste misure. È un bene, tuttavia, ricordarlo come possibile scenario”. Tradotto in altri termini: la fotografia attuale della situazione epidemiologica in Italia non lascia presagire un ritorno alle zone rosse e alle restrizioni più severe, ma non si può neppure dare per scontato che queste siano state definitivamente mandate in soffitta. Molto dipenderà, giocoforza, dal numero dei contagi e delle ospedalizzazioni nei prossimi mesi.



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