Lorenzo Fioramonti/ Gaffe sul sito del Miur: è ancora lui il ministro dell’istruzione

- Chiara Greco

Lorenzo Fioramonti è ancora Ministro dell’Istruzione, almeno sul sito del Miur. Nella pagina dedicata ci sono ancora la sua biografia e i suoi contatti.

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Lorenzo Fioramonti, ex ministro dell'Istruzione (LaPresse)

Lorenzo Fioramonti è ancora Ministro dell’Istruzione e della Ricerca, almeno secondo quanto riportato sul sito ufficiale del Ministero. Sul sito del Miur figura ancora il suo nome, nonostante la lettera di dimissioni sia stata consegnata a Giuseppe Conte il 25 dicembre scorso. Da allora il presidente del Consiglio è stato nominato ad interim nel frattempo che Lucia Azzolina indicata dal premier come ministra per la scuola, e Gaetano Manfredi, Ministro per la Ricerca, possano giurare al Quirinale di fronte al Presidente della Repubblica. Con molta probabilità si manca di una semplice svista, dettata dal fatto che Fioramonti si è dimesso nel periodo più complicato dell’anno, tra manovra economica e legge di bilancio. O è anche probabile che il suo nome rimanga sul sito finché i due sostituti non verranno ufficialmente investiti del carico di ministri.

Lorenzo Fioramonti è ancora ministro dell’Istruzione secondo il sito del Miur

Quelli tra Natale e Capodanno sono stati dei giorni di fuoco nel ministero, soprattutto per il premier Conte, che ha dovuto affrontare una piccola crisi in un periodo molto complicato per tutto il governo. Quelle di Fioramonti però sono state delle dimissioni in qualche modo prennunciate. L’ex ministro aveva già minacciato di lasciare il suo incarico se non avesse ricevuto i finanziamenti richiesti nella manovra economica. Nella sua proposta, erano 3 i milioni da mettere a disposizione per garantire alla scuola, all’università e alla ricerca una base minima su cui lavorare. Ma nella legge di bilancio ne sono stati approvati di meno, mandando su tutte le furie Fioramonti che nel giro di qualche ora ha mandato la lettera a Conte annunciando di lasciare il suo incarico. Mattarella ha accettato subito le sue dimissioni, rendendo ufficiale così l’inizio della piccola crisi di governo, risolta poi pochi giorni dopo, tra diverse polemiche, con la nomina di due ministri, uno per la scuola e l’altro per la ricerca.



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