Lory e Giada, moglie e figlia Mauro Bellugi/ “Amputazione delle gambe? Increduli”

- Emanuele Ambrosio

Lory e Giada Bellugi, moglie e figlia di Mauro Bellugi, raccontano la terribile tragedia dello storico difensore dell’inter e della Nazionale a cui hanno amputato le gambe

Lory e Giada, moglie e figlia Mauro Bellugi
Lory e Giada, moglie e figlia Mauro Bellugi

Lory e Giada Bellugi, moglie e figlia di Mauro Bellugi raccontano la terribile vicenda del calciatore a Live Non è la D’Urso. “Parliamo del 4 novembre, lui cominciava ad avere un male alle gambe, ma non era la prima volta per cui non davamo molto peso a questa cosa. Il dolore aumentava al punto che in alcuni momenti urlava allora mi sono detta ‘qui bisogna fare qualcosa’. Lui non voleva andare in ospedale per paura di prendersi il Covid. Siamo riusciti a portarlo in ospedale, gli hanno fatto il tampone ed è risultato positivo. Lo hanno ricoverato e il giorno dopo mi chiamano dicendomi che c’era una situazione preoccupante perchè è stata compromessa la circolazione periferica delle gambe. Ci sono state delle piccole ischemie ai vasi capillari, signora non c’è molto da fare l’unica cosa è l’amputazione delle gambe. Ero incredula”. Poi la moglie del campione aggiunge: “il giorno dopo il primo intervento arriva una telefonata: era lui dall’altra parte. Si era fatto prestare il telefono da un amico”.

Mauro Bellugi dall’ospedale racconta il dramma dell’amputazione delle gambe

In collegamento dall’ospedale c’è anche il marito Mauro Bellugi, lo storico difensore dell’Inter e della Nazionale che è ancora in ospedale. “Ciao Barbarina con l’età mi emoziono facilmente. Tu hai parlato di quel momento di firmare o no, se non c’era Giada e la Lori non avrei firmato. Poi l’ho fatto, ma non me la sentivo. La domanda è stata brutta” dice con la voce rotta dall’emozione il campione che aggiunge “io non pensavo davvero che quando è successa la cosa di ricevere tutto l’affetto degli italiani e della curva nord dell’Inter”. Da 60 giorni l’ex campione è in ospedale, ma promette all’amica Barbara d’Urso: “la prima volta che avrò le protesi vengo da te”.

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