Luca Zaia/ “Giusto eliminare l’indice Rt: si considerino solo i ricoverati”

- Carmine Massimo Balsamo

Il governatore del Veneto Luca Zaia: “Se scattano i provvedimenti basati sui vecchi parametri qui si blocca tutto un’altra volta”

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Luca Zaia, governatore del Veneto (LaPresse)

Si va verso una revisione dei parametri per le zone colorate: lo ha annunciato ieri il ministro della Salute Roberto Speranza, Luca Zaia è soddisfatto. Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, il governatore del Veneto ha messo in risalto l’urgenza del cambio di passo: «Se scattano i provvedimenti basati sui vecchi parametri qui si blocca tutto un’altra volta. Non possiamo correre un rischio del genere. La velocità è determinante».

Luca Zaia ha spiegato che i dati parlano chiaro, in ospedale finiscono pochissime persone: nella sua regione sono stati ricoverati in terapia intensiva sei nuovi pazienti, perlopiù cinquantenni non vaccinati. Preoccupazione per i numeri dei contagi tra giovani: «L’età media dei contagiati è scesa dalla fascia dei 60 anni a quella dei 14-25 anni. Sono ragazzi che però non si accorgono di avere in corpo il virus. Sono quelli che una volta venivano definiti “portatori sani”. Oggi si chiamano asintomatici. Il loro numero sta crescendo in maniera impressionante».

LUCA ZAIA: “PIANO DI SANITÀ PUBBLICA DEVE CAMBIARE”

Senza una revisione dei parametri, il Veneto – così come altre Regioni – rischia di passare da zona bianca a zona gialla, passando «da virtuosi a pecora nera»: «È come se si lanciasse una gara a chi arriva primo e poi a quello gli si appioppa la multa per eccesso di velocità». Luca Zaia teme che chi ha la doppia dose di vaccino non accetti più alcuna limitazione: «Per me in zona bianca deve valere un solo parametro: il tasso di occupazione dei posti letto per Covid negli ospedali. Nulla di più. E quindi va eliminato anche il calcolo dell’RT». Nessuna deregulation totale, ha rimarcato Luca Zaia, ma lo scenario è cambiato e quindi deve cambiare anche il piano di sanità pubblica. Una battuta anche sul green pass: «Alla francese la vedo dura. Possiamo ragionare sui grandi assembramenti, ma applicando il buon senso. Coscienti del fatto che non siamo di fronte alla festa della liberazione».



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