Luciana Milani, mamma Valeria Solesin/ “Morta perché rappresentava libertà Occidente”

- Chiara Ferrara

Luciana Milani, mamma di Valeria Solesin, parla dopo la sentenza per la strage del Bataclan: “Mia figlia morta perché rappresentava la libertà dell’Occidente”

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Valeria Solesin Antonio Megalizzi, due vite strappate dal terrorismo (Facebook)

Il Tribunale di Parigi ha ritenuto colpevoli di omicidio volontario diciannove su venti degli imputati per la strage del Bataclan avvenuta il 13 novembre 2015. Salah Abdeslam, l’unico sopravvissuto dei commando di terroristi, è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di sconto di pena. Dopo dieci mesi di udienze, dunque, i familiari delle vittime hanno avuto giustizia. Tra questi c’è Luciana Milani, la mamma dell’italiana Valeria Solesin, che era in aula al momento della sentenza.

“Esserci era un dovere nei confronti di mia figlia Valeria e della mia famiglia. Quello che è accaduto, questo processo, fanno parte della nostra vita. Sono contenta di esserci stata. Per me fa la differenza. È anche un modo per affrontare quello che mi è capitato”, ha raccontato la donna a Il Mattino. E sulla sentenza: “È la vittoria del diritto sul terrore. Della democrazia sul terrorismo. La partecipazione e la testimonianza sono aspetti fondamentali in una comunità democratica”.

LUCIANA MILANI, MAMMA VALERIA SOLESIN: LE PAROLE DOPO LA SENTENZA SULLA STRAGE DEL BATACLAN

Luciana Milani, mamma di Valeria Solesin, nel corso del processo per la strage del Bataclan, si è più volte rivolta direttamente agli attentatori per chiedere il perché lo abbiano fatto. “Non hanno mai risposto, perché si vergognano. Non hanno mai avuto il coraggio. Hanno puntato le armi contro loro coetanei. Li hanno uccisi in quei luoghi perché rappresentavano la libertà dell’Occidente, è di questo che sono personalmente convinta”.

Oltre a non rispondere alla domanda della donna, gli imputati hanno anche negato ogni accusa. “A sentirli le armi che hanno usato sembrano cadute dal cielo. I kalashnikov si spostavano da una città all’altra da soli. Non hanno mai collaborato”. È anche per questo motivo che ricostruire l’esatta dinamica di quanto accaduto non è stato semplice. “Ricostruire le responsabilità delle singole persone che hanno partecipato agli attentati è stata la parte più complicata”. Alla fine, però, la giustizia ha fatto il suo corso.







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