Luciano Violante/ “Ddl Zan, omotransfobia a scuola non mi convince. Sul fine vita…”

- Carmine Massimo Balsamo

L’ex presidente della Camera Luciano Violante: “Green pass, capisco poco la polemica sulla privazione della libertà”

Luciano Violante
Luciano Violante (LaPresse)

Luciano Violante a tutto tondo ai microfoni de La Verità. L’ex presidente della Camera ha fatto il punto della situazione tra emergenza pandemica e percorso del governo guidato da Mario Draghi, sottolineando radicalismi sia tra pro che tra no vax. Una riflessione sul green pass: «La gestione del green pass è un fatto sanitario. A mio avviso la salvaguardia della salute è primaria. Dotarsi di green pass non comporta un grave sacrificio né un gran costo. Personalmente capisco poco la polemica sulla privazione della libertà».

Uno dei dossier più discussi delle ultime settimane è quello legato al referendum in favore dell’eutanasia e secondo Luciano Violante l’attuale quesito esprime una buona intenzione ma può avere effetti tragici – «se il referendum fosse approvato potrebbe essere uccisa una persona con il suo consenso solo perché ritiene insopportabile una delusione sentimentale, un fallimento finanziario, una depressione» – mentre ha stroncato così un certo atteggiamento nei confronti dei più anziani: «Nella nostra società circola con leggerezza un’opinione nichilista e cinica nei confronti delle persone più fragili, come gli anziani. Dal pensare che non vale la pena far vivere alcune categorie deboli alla loro soppressione concordata, il passo può diventare breve».

LUCIANO VIOLANTE SUL DDL ZAN

Altro tema molto discusso all’interno del Parlamento, ma non unicamente, è il ddl Zan. Luciano Violante s’è detto convinto da alcuni aspetti, mentre preferirebbe un ragionamento più complessivo sulle discriminazioni nelle scuole, a partire dall’istituzione della giornata scolastica contro l’omotransfobia: «Preferirei una giornata contro tutte le discriminazioni. Credo che ai ragazzi dobbiamo insegnare che il meccanismo delle discriminazioni, di tutte le discriminazioni, scatta quando si inizia a pensare che qualcuno sia diverso da te e abbia meno diritti di te per il fatto stesso di essere diverso».



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