Luigi De Magistris vs Giorgio Napolitano/ “Mi fece fuori lui, coinvolgimento indegno”

- Carmine Massimo Balsamo

Luigi De Magistris in tackle sull’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano: “Bisogna andare fino in fondo, non basta il dibattito”

luigi de magistris
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli (LaPresse)

Luigi De Magistris chiede di andare fino in fondo su Giorgio Napolitano. Interpellato da Il Giornale, il sindaco di  Napoli è tornato sul suo allontanamento in seguito all’inchiesta Why Not, indagine che spaccò la Calabria e la Procura di Catanzaro, mettendo nel mirino il Centrosinistra e il governo guidato da Romano Prodi.

Le dichiarazioni di Luca Palamara nel libro di Alessandro Sallusti hanno riacceso il dibattito e Luigi De Magistris non ha usato mezzi termini ricordando l’inchiesta sul “grumo di potere” che andava a braccetto con mafiosi e faccendieri. A proposito delle parole choc dell’ex pm, ha evidenziato: «Al netto di alcune imprecisioni, la considero una confessione. Non scontata. Confermo tutto, le correnti unite contro di me, riunite dall’allora Guardasigilli Clemente Mastella, il ruolo di Cascini… Un’indagine in cui è indagato il premier e in cui il ministro della Giustizia è consapevole che ci sono intercettazioni che lo riguardano che chiede il trasferimento del pm che lo indaga…».

LUIGI DE MAGISTRIS: “GIORGIO NAPOLITANO, COINVOLGIMENTO INDEGNO”

Il sistema contro Luigi De Magistris, dunque, ma il primo cittadino di Napoli ha acceso i riflettori sull’ex presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: «Il vero elemento inquietante è il coinvolgimento pieno – di cui non ho mai dubitato, e l’ho detto pubblicamente – del Quirinale ai massimi livelli». Come confessato da Luca Palamara, fu decisiva la saldatura tra l’ala sinistra della magistratura e Napolitano: «Un coinvolgimento ancora più indegno perché da presidente era sia garante della Costituzione che presidente del Csm».

Per Luigi De Magistris è stato decisivo ed è dunque necessario andare fino in fondo: «Non basta il dibattito». Poi una battuta sulla sua candidatura alla Regione Calabria: «Mi piacciono le sfide impossibili, la Calabria la sento mia come Napoli. Non c’è alcuno spirito vendicativo, quegli anni da pm mi hanno fatto capire che c’è un mondo straordinario di persone che avevano fiducia nella magistratura che venivano a denunciare sconfiggendo il pregiudizio omertoso».

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