Luigi Marco Bassani, prof sospeso per vignetta su Kamala Harris/ Lui: “Follia pura”

- Alessandro Nidi

Una vignetta su Kamala Harris, condivisa su Facebook, è costata la sospensione a un docente di un ateneo milanese, che dice: “Mi batterò per la difesa della libertà”

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La vicepresidente Usa Kamala Harris. A sinistra, Joe Biden (LaPresse)

Kamala Harris, vicepresidente degli Stati Uniti d’America, è finita suo malgrado e in maniera del tutto inconsapevole al centro di un caso di cronaca in Italia, che ha coinvolto Luigi Marco Bassani, professore presso l’Università Statale di Milano. Cosa è successo? In buona sostanza, il docente ha condiviso sul proprio profilo Facebook una vignetta (realizzata da altri) sulla Harris, che, da giovane, ottenne un incarico politico prestigioso ed economicamente soddisfacente grazie all’intercessione del proprio amante, all’epoca dei fatti sindaco di San Francisco.

Un riferimento, insomma, a un episodio realmente accaduto (come accertato dall’agenzia Reuters) e che il professor Bassani ha postato sulla propria bacheca: un gesto che non è piaciuto all’ateneo presso il quale insegna, che ha optato per la sua sospensione. “È chiaro – ha dichiarato il diretto interessato sulle colonne de ‘Il Giornale’ –, che sono stato punito perché non sono allineato con le banalità della post-sinistra contemporanea. Per giunta, il verdetto era già stato scritto ancor prima che la commissione venisse creata”.

KAMALA HARRIS, PROF SOSPESO PER AVERE CONDIVISO VIGNETTA SU DI LEI

Dopo la condivisione su Facebook della vignetta su Kamala Harris, il professor Bassani è stato quindi sospeso dall’Università Statale di Milano, che, per bocca del rettore, Elio Franzini, ha scritto nella motivazione alla base del provvedimento che “quanto accaduto non costituisce un episodio isolato, essendo sua abitudine esprimere pubblicamente sui social network opinioni forti, dal contenuto talvolta estremo”. A tal proposito, il docente, sempre su “Il Giornale”, ha asserito: “In fondo, è un bene che sia toccato a me, che ho più di 50 anni e sono professore ordinario. Fosse capitato a un giovane studioso agli inizi della carriera, l’avrebbero triturato. Ma voglio trasformare questa follia in una battaglia a difesa dei valori di libertà, perché questa nuova inquisizione è davvero pericolosa”. In un periodo in cui la parola “censura” in televisione sembra andare davvero di moda (dal caso Fedez-1° maggio sino allo scontro tra la modella transgender Lea T e il programma di Canale 5 “Verissimo”, ndr), ecco che si aggiunge un nuovo tassello a tale mosaico.



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