Luigi Tenco/ Gino Paoli “Il suicidio? La lettera che ha lasciato… non corrisponde”

- Fabiola Iuliano

Luigi Tenco, morto suicida nella notte tra il 26 e il 27 febbraio del 1967, verrà omaggiato nello show Una serata Bella senza fine. Ecco le parole di Gino Paoli su…

dalida luigi tenco screen
Dalida e Luigi Tenco

Luigi Tenco rivive nell’omaggio che questa sera Rete 4 manderà in onda in replica, lo show musicale dal titolo Una serata… Bella senza fine. Il suo nome, oltre a essere legato ad alcuni dei brani più belli della musica italiana, è tristemente noto a causa della sua morte: il cantante è stato infatti ritrovato senza vita nella notte tra il 26 e il 27 gennaio del 1967 in una camera d’albergo. Tenco si era da poco esibito sul palco del Festival di Sanremo, dove era stato appena escluso dalla kermesse con il brano Ciao bella ciao. La sua vita, probabilmente segnata da una delusione troppo forte, si è interrotta a causa di un colpo di pistola esploso in piena notte, un proiettile che nessuno ha avvertito e che gli è stato fatale. “Suicidio”, dirà il referto, ma le successive indagini sulla sua morte hanno alimentato negli anni numerose teorie e ipotesi di cospirazione. Tenco, cantautore genovese ribelle, non si sarebbe tolto la vita per una semplice esclusione a Sanremo, così come confermato alcuni colleghi che lo conoscevano bene.

Gino Paoli: “Il suicidio di Tenco? mi chiamarono quella stessa notte”

Oggi, a chiarire quanto accaduto a Luigi Tenco in quella notte di febbraio è un altro grande artista della musica italiana, Gino Paoli, che ricordando quel periodo, svela che in un primo momento non riuscì a credere all’ipotesi del suicidio: “Mi chiamarono quella stessa notte per dirmelo, ma io non ci volevo credere – ricorda il cantautore – era fuori da ogni possibilità, non era da lui, non corrispondeva a niente che riguardasse Luigi. Per me era diverso, io sì, ci avevo provato, quattro anni prima – spiega Paoli – anche se per un caso assurdo non m’era riuscito, e ancora porto addosso il proiettile, ma Luigi no”. In quell’occasione, ricorda infatti Gino Paoli, Luigi Tenco rimase tutto il tempo fuori della sua stanza d’ospedale: “piangeva – ricorda Paoli – diceva queste cose non si fanno, io non le faccio”. A mentre fredda, però, cambio idea e capì che probabilmente quello di Tenco era stato il gesto di un uomo che non era in sé.

Gino Paoli: “Di solito Luigi era intonato, quadrato, ma quella sera…”

Di fronte ai numerosi dubbi sollevati nel corso degli anni, sono in molti a pensare che Luigi Tenco in realtà non si sia suicidato. Non la pensa così, invece, Gino Paoli, che di fronte alle tante ipotesi non si discosta troppo dalla verità ufficiale: “Io una mia idea l’ho sempre avuta – spiega il noto cantautore a Repubblica – Luigi quella sera non era regolare, e l’abbiamo pensato tutti noi amici che lo conoscevamo bene. Anche l’esibizione al festival è stata assurda. Di solito Luigi era intonato, quadrato, quello che vedemmo cantare non era lui, era come se avesse preso delle cose”. Secondo Gino Paoli, infatti, Tenco potrebbe aver assunto sostanze in grado di alterare la sua normale percezione delle cose. Inoltre, la sua performance non era ai livelli del solito Tenco, una prova in più che quella sera non fosse del tutto in sé. Ma c’è un altro fattore che Paoli non può proprio sottovalutare: “la lettera che ha lasciato… non corrisponde, Luigi era un pragmatico, quella roba lì se l’ha scritta lui vuol dire che era ubriaco oltre ogni limite”.

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