Luttwak: “Ue fa il male dell’Italia”/ “Oggi solo burocrati come Gentiloni e Gallina”

- Niccolò Magnani

Luttwak considera l’Europa un vero danno per il bene dell’Italia anche nel futuro: “eravate continente vivo e dinamico, ora è solo triste burocrazia con Gentiloni e Gallina”

Gentiloni e Dombrovskis
Paolo Gentiloni e Valdis Dombrovskis, Commissari Affari Economici Ue (LaPresse, 2021)

Ora, intendiamoci, che Edward Luttwak non abbia peli sulla lingua è cosa abbastanza risaputa: resta però sempre un pensatore e politologo controcorrente apprezzabile per il coraggio delle proprie idee, come quelle esposte oggi a “La Verità” con due entità principali sul banco degli “imputati”.

L’Italia ma soprattutto l’Unione Europea: «L’Europa è stato un fenomeno unico in questo pianeta quanto a dinamismo. Da sempre. I belgi erano quattro gatti e sono riusciti a colonizzare intere regioni africane a partire dal Congo. Come spiegarselo? Semplice. La concorrenza fra vicini. In passato ha generato guerre. Ma anche tantissima energia», spiega il politologo americano con un fortissimo legame romantico e familiare all’Italia. Il problema per Luttwak è sorto quando è nata la rigida struttura burocratica dell’Unione Europea: «Che non risponde a nessun impulso. Immune da qualsiasi fallimento».

IL “J’ACCUSE” DI LUTTWAK SULL’EUROPA (E L’ITALIA)

E qui fa nomi e cognomi, in particolare due che rappresentano secondo lui il fallimento del dinamismo (e vitalità) italo-europea. «Sandra Gallina, incaricata di gestire l’approvvigionamento dei vaccini. I ritardi e i fallimenti dell’Europa sono visibili a tutti. O figure tristi come Paolo Gentiloni che si sono in passato distinte soprattutto per assegnare la guida di importanti colossi come Leonardo Finmeccanica all’amico di famiglia. L’energia europea è sfumata. È rimasta la burocrazia». Se un tempo l’Europa dominava il mondo economico, culturale e sociale, oggi viene “mangiata” dalla vitalità americana, dal rigore-spregiudicato cinese e dai Paesi emergenti: per Luttwak ha rovinato tutto la “calma burocrazia” e il gap in termini di Pil e crescita è destinato a crescere con le big-economy mondiali. Chiosa finale sullo stato attuale dell’economia dopo la pandemia e i lockdown: «laddove non si è fermato quasi nulla, non si sono viste chissà quali catastrofi. Penso al caso della Svezia: quanti anni e generazione perdute a causa di queste chiusure?», si chiede il politologo americano che punta tutto sullo slancio del Dopoguerra visto ad esempio a Milano negli anni Cinquanta per rialzare questo continente, «Quella che tutti credevano essere una miserabile Italia che stampava lirette e faceva inflazione, in realtà era un’economia che cresceva più del resto dell’Europa. Con tutta quella confusione, allora la gente si sposava, si facevano bambini e il lavoro non mancava». Con l’Euro pensionati e lavoratori garantiti sono tranquilli, ma per Luttwak soffrono i giovani e «l’ordine europeo non va bene per un Paese come l’Italia».



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