M5s, Conte e Di Maio domenica a casa Grillo/ Vertice su futuro 5Stelle dopo scissioni

- Niccolò Magnani

Vertice a Marina di Bibbona per il futuro del M5s: domenica Grillo dovrebbe riunire Di Maio, Fico, Casaleggio e Giuseppe Conte per affidare la leadership all’ex Premier dopo le scissioni

Conte, Grillo e Di Maio
Futuro M5s: Giuseppe Conte, Beppe Grillo e Luigi Di Maio (LaPresse)

Lo chiamano “conclave” e in effetti si deciderà tanto del futuro del M5s in quel vertice informale a casa di Beppe Grillo domenica prossima: a Bibbona – secondo i retroscena della Cuzzocrea su Repubblica e di Buzzo sul Corriere della Sera – il fondatore e garante 5Stelle riunisce lo stato maggiore del Movimento per accelerare sull’ingresso in “dirigenza” dell’ex Premier Giuseppe Conte oggi, per il momento, tornato professore all’Università di Firenze.

Sono settimane molto complicate per il M5s dopo le costanti espulsioni e scissioni che non possono rasserenare l’aria parlamentare già di per suo tesa dopo l’ok della piattaforma Rousseau (60vs40%) al Governo Draghi: come già vi abbiamo raccontato nei giorni scorsi, la scelta di Beppe Grillo è stata fatta (da tempo) e vede in Giuseppe Conte – non Di Maio, Fico Crimi o Casaleggio – il futuro della guida 5Stelle, con l’inghippo però di uno statuto appena votato su Rousseau (dopo mesi di polemiche, rinvii e ritardi) che stabilisce un direttorio a 5 leader per gestire l’apparato 5Stelle. Di certo la figura di Conte al momento rappresenta il tentativo estremo per recuperare consenso e fiducia che ultimamente scarseggiano in casa M5s, con scissioni importanti (Di Battista, Carelli, Dessì, a breve anche Lezzi, forse Buffagni) con un gruppo alla Camera già formato in aperto dissenso dagli espulsi ex M5s (L’Alternativa c’è, ndr).

IL FUTURO DEL M5S A BIBBONA

E così Grillo ha deciso di accelerare e riunirò lo stato maggiore del Movimento domenica a Marina di Bibbona, sempre che la fuga di notizie avvenuta in queste ore non ne metta a rischio lo svolgersi: il summit dovrebbe vedere tra i partecipanti Luigi Di Maio, Roberto Fico, Davide Casaleggio e lo stesso Giuseppe Conte. «Dobbiamo chiarire se possibile prima della nascita del comitato direttivo l’ impronta che l’ ex premier ha in mente», dicono alcuni big M5s al Corriere della Sera, «Conte deve entrare in qualcosa di nuovo, senza grattacapi pendenti». Dunque niente cambio statuto o modifica del “direttorio a 5”, ma magari qualcosa di più rapido come la fondazione di una nuova associazione che possa appoggiare il M5s e che possa anche “sganciare” diverse responsabilità alla stessa Rousseau di Davide Casaleggio, da mesi considerato un “separato in casa” da alcune voci vicino ai 5Stelle.

«Se dobbiamo costruire una nuova casa – è il ragionamento che fa un grillino sempre al CorSera – è meglio farlo dalle fondamenta, senza pendenze con il passato: un solco che prosegua ciò che è stato fatto, che metta anche al riparo il suo leader da strascichi in tribunale». Un Movimento 3.0 che moderni diversi punti “nodosi” e che possa portare una nuova stagione verso quel «partito moderato con Conte leader» preconizzato ieri da Luigi Di Maio nell’intervista a Repubblica. Nel frattempo le tensioni interne al Movimento sono enormi, con l’ultimo in ordine di tempo Alessio Villarosa (ex sottosegretario Economia) espulso dai probiviri M5s: «Stamattina mi è arrivata la procedura di espulsione anche dal Movimento 5 stelle nazionale dopo aver ricevuto venerdì quella dal gruppo parlamentare M5s. Escludermi da un ringraziamento cancellando il mio lavoro e i risultati portati a termine da dentro il governo in questi anni qualifica semplicemente chi lo ha fatto. Io volo alto come ho sempre fatto senza polemiche, non ne ho bisogno».

In un altro post sui social l’ex Ministra Barbara Lezzi, tra i ribelli che non hanno votato la fiducia al Governo Draghi, attacca «È arrivata la mail da parte del collegio dei probiviri nella quale mi si comunica la sospensione dal M5S fino a quando non sarà conclusa tutta la procedura. Ho qualche giorno di tempo per presentare le mie controdeduzioni e lo farò puntualmente ripercorrendo tutte le fasi che mi hanno condotto alla scelta di votare No al governo Draghi. Conosco lo statuto in tutte le sue parti, conosco bene tutte le regole sottostanti alle diverse procedure e ho agito e agirò rispettando il tutto».

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