Mara Carfagna/ “Reddito di cittadinanza va modificato. Ddl Zan, Pd non divida Paese”

- Carmine Massimo Balsamo

Il ministro Mara Carfagna al Corriere: “Centrodestra? Sarebbe sciocco negare l’evidenza: la presenza fisica di Berlusconi manca”

mara carfagna
Giovanni Toti e Mara Carfagna (LaPresse)

Mara Carfagna a tutto tondo ai microfoni del Corriere della Sera. Il ministro per il Sud ha analizzato i principali dossier politici del momento e non è mancata una riflessione sul Centrodestra: la coalizione deve restare unita, a patto che gli alleati sappiano agire con generosità, Forza Italia non si schiacci sulle posizioni leghiste e «rispetti il vincolo di lealtà con gli alleati che l’ha sempre contraddistinta».

Mara Carfagna ha elogiato la scelta del premier sul green pass, ma anche la decisione di prendere tempo sull’obbligo vaccinale per scuola e lavoratori: «Le decisioni prese hanno già suscitato una ripresa delle vaccinazioni, con migliaia di prenotazioni in poche ore: nei prossimi giorni la responsabilità dei cittadini potrebbe stupirci».

MARA CARFAGNA: “RDC VA MODIFICATO”

Tornando al Centrodestra, Mara Carfagna ha evidenziato che il duello Salvini-Meloni rischia di trasformarsi in uno stress test quotidiano, senza dimenticare che le rotture non converrebbero a nessuno, neanche alla leader di Fratelli d’Italia. E si avverte la mancanza di un leader presente e in campo: «Sarebbe sciocco negare l’evidenza: la presenza fisica di Berlusconi manca e crea un vuoto difficile da colmare, anche se il presidente è “politicamente” presente sulle vicende più importanti come la partita delle candidature». Passando ai temi più roventi per il governo, Mara Carfagna ha condiviso la scelta di Draghi di blindare la riforma della giustizia, mentre il reddito di cittadinanza va modificato, «separando il sacrosanto sostegno alla povertà dalle politiche per il lavoro». La forzista s’è poi soffermata sul ddl Zan: «Un sostegno anche senza mediazione? Non lo farei: ci serve una legge condivisa contro la discriminazione di omosessuali e trans, non una legge-bandiera che divida il Paese in nome degli interessi del Pd».



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