Margherita Agnelli “Mia madre mi ha sottratto un figlio”/ Le parole mai pubblicate

- Davide Giancristofaro Alberti

La scrittrice Camilla Baresani ha pubblicato sul settimanale F delle parole confidatele da Margherita Agnelli nel 2004, e mai pubblicate prima d’ora

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Gianni Agnelli, 15 anni dalla morte (Web)

La scrittrice Camilla Baresani racconta oggi quanto le confidò Margherita Agnelli, la secondogenita di Giovanni, in merito alla famosa guerra per l’eredità di una delle più potenti, se non la più potente in assoluta, famiglie italiane. «Mia madre mi ha sottratto un figlio come se fosse suo», ha pronunciato nel 2004, davanti proprio alla Baresani, Margherita Agnelli, convocandola per un’intervista attraverso cui annunciava l’intenzione di contestare le disposizioni testamentarie del padre, il grande Avvocato, che era morto un anno prima.

Volontà che, secondo la stessa Margherita, sarebbero state decise in sua assenza e “in contrasto con le volontà a lei manifestate dall’Avvocato”, si legge sul Corriere della Sera di ieri. «Della nostra conversazione – scrive la scrittrice Bresciana sul numero del settimanale F di Cairo Editore in edicola oggi – ancora ricordo l’astio verso l’ex marito Alain Elkann e verso la madre, Donna Marella, a cui rinfacciava di averla allontanata dal primogenito John», ricostruendo appunto la guerra legale fra gli Agnelli che negli ultimi tempi è tornata fortemente d’attualità.

MARGHERITA AGNELLI, LE PAROLE MAI PUBBLICATE: “SPERAVO IN UNA RICOMPOSIZIONE”

All’epoca la Baresani decise di non riportare quelle parole: «Queste considerazioni evitai di scriverle, benché le avessi registrate, perché speravo che una ricomposizione fosse possibile. Ma anni e anni di disfide legali hanno ormai definitivamente intossicato i legami famigliari». Margherita Agnelli riteneva che i suoi tre figli, John, Lapo e Ginevra Elkann, fossero stati ingiustamente favoriti nell’eredità rispetto ai cinque avuti da Serge de Pahlen (il suo secondo marito), leggasi Maria, Pietro, Anna, Sofia, Tatiana.

E ancora: «Parte di questa storia burrascosa fu un licenziamento – scrive Baresani su F – pare che de Pahlen, cooptato sin dall’inizio della loro storia con ruoli dirigenziali in Fiat (Brasile, Francia, Russia), dopo la morte di Gianni ambisse alla presidenza della società, nel posto che sarebbe diventato di John. Ma, nel 2005, venne licenziato, e lì fu chiaro che nessuna ricucitura tra Margherita, Marella e i figli Elkann sarebbe stata possibile».

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