MARIA PIA DI MEO, CHI È/ Doppiatrice di Meryl Streep: “Iniziai per caso” (Le Ragazze)

- Morgan K. Barraco

Maria Pia Di Meo, la doppiatrice italiana delle più grandi attrici del cinema – su tutte Meryl Streep – protagonista della puntata di oggi de “Le Ragazze”.

Maria Pia Di Meo
Maria Pia Di Meo (YouTube)

Se amiamo Meryl Streep lo dobbiamo anche a lei: a Maria Pia Di Meo, doppiatrice – ma forse sarebbe meglio dire “interprete” – tra le più apprezzate in Italia. La sua apparizione alla puntata di oggi de “Le Ragazze” è l’occasione per conoscerla meglio, ma di sé aveva già parlato qualche tempo fa in un’intervista concessa a “Panorama”. Tra gli aneddoti più curiosi quello relativo a come la sua carriera ha avuto inizio in modo per così dire “rocambolesco”:”La mia carriera è iniziata che non sapevo neanche leggere, è stata proprio un caso. I miei genitori erano tutti i due attori di teatro. Mia madre un giorno mi portò con lei a un turno di doppiaggio, e avevano bisogno di una bambina che non c’era. Allora mi dissero perché non provi tu a dire la battuta? Ero timida, non sono capace, non so leggere ho detto. Allora imparai questa battuta a memoria, mi misero su un trampolino, e fu una cosa stranissima, perché si trattava anche di andare in sinc – Il sinc è riuscire a parlare nel momento in cui parlano gli attori, e non è così semplice – e in quel momento io, come illuminata, ho capito immediatamente la tecnica. Quindi imparavo le battute a memoria, e le dicevo nel momento giusto. La mia carriera è cominciata così”. (agg. di Dario D’Angelo)

Maria Pia Di Meo a “Le Ragazze”

La voce di Maria Pia Di Meo è nota a moltissimi italiani: del resto parliamo della doppiatrice italiana per eccellenza, colei che presta il proprio timbro a Meryl Streep, Jane Fonda, Mary Poppins e molte altre. “Avevo iniziato a doppiare, a recitare, che avevo cinque anni, per caso“, dice a Panorama in una lunga intervista. Maria Pia infatti è figlia d’arte, i genitori fanno gli attori e per questo entra presto nel mondo dello spettacolo. Anche se non sa ancora leggere e deve imparare tutto a memoria. “Il doppiaggio lo può fare chi sa recitare e in più, a questo deve aggiungere una tecnica particolare“, aggiunge spiegando di non aver mai studiato per diventare doppiatrice. Per maria Pia Di Meo è stato difficile riuscire invece a coniugare il suo impegno a casa, come moglie e madre di due figli, e il lavoro. “Sono andata a vivere a Milano e ci ho vissuto undici anni“, racconta, “proprio perché io personalmente non riuscivo a conciliare il mio lavoro con i bambini piccoli“. Niente teatro quindi in quel periodo, visto che sarebbe dovuta andare in tournée. Per questo alla fine ha rinunciato a tante occasioni e alla fine persino al doppiaggio. Riprenderà in mano la sua carriera a Roma, dopo il divorzio e 12 anni più tardi.

Maria Pia Di Meo chi è: doppiatrice dall’età di 5 anni

Il debutto a 5 anni come doppiatrice e a 12 a teatro con Vittorio Gassman: la carriera di Maria Pia Di Meo è stata ricca fin dai primi istanti. Negli anni poi si è dedicata anche all’insegnamento e forse un giorno aprirà una scuola tutta sua. “Una scuola seria, con le classi di massimo nove persone“, dice a Panorama spiegando che è l’unico modo per apprendere al meglio tutto ciò che sa. Oggi, sabato 5 ottobre 2019, avremo modo di ascoltare la voce più brillante d’Italia ne Le Ragazze, in onda su Rai 3. Maria Pia racconterà com’è stato vivere a cavallo degli anni Cinquanta, che cosa abbia dovuto sacrificare, in quanto donna, per riuscire a costruirsi una carriera di tutto rispetto. Anche se non ama molto sentirsi definire doppiatrice o ‘voce di’, visto che si ritiene un’attrice, un’interprete. Per riuscire a doppiare al meglio un personaggio della tv o del cinema infatti, Maria Pia deve dosare creatività, timbro, fantasia, tecnica. Tutto per riuscire a trasmettere ogni emozione e arrivare dritta allo spettatore. Dopo tutto non è un caso se il doppiaggio italiano è considerato il migliore al mondo, perfettamente sincronizzato. Ai suoi occhi è proprio questo che manca ai doppiatori più moderni, anche a causa della scelta di ridurre notevolmente i tempi, fare tutto alla svelta per dare subito il prodotto in pasto al pubblico. E invece, dice Maria Pia al settimanale, ci sarebbe bisogno di tornare un po’ alle origini di questa nobile arte.

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