Massimo Ferrero torna libero/ C’è rinvio a giudizio, ma arresti domiciliari revocati

- Chiara Ferrara

Massimo Ferrero torna libero: la misura cautelare degli arresti domiciliari è stata revocata, ma è rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta

Massimo Ferrero
Massimo Ferrero, patron Sampdoria (LaPresse, 2021)

Massimo Ferrero torna libero: gli arresti domiciliari sono stati revocati, ma è stato comunque rinviato a giudizio con l’accusa di bancarotta fraudolenta. La difesa dell’ex presidente della Sampdoria, come riportato dal Corriere della Sera, aveva già diverse settimane fa chiesto l’annullamento della misura cautelare, che è stato accettato dal giudice del tribunale di Paola, in Calabria, in quanto le aziende che il diretto interessato avrebbe volontariamente portato al fallimento sono ormai sotto il controllo della magistratura. Non ci sarebbero dunque rischi in merito a possibili ulteriori interferenze nel caso.

Le aziende in questione sono tutte situate in Calabria. Non rientra tra queste la Sampdoria. È anche per questo motivo che il Viperetta ha deciso di rassegnare immediatamente le dimissioni dalla carica di presidente del club blucerchiato a seguito dell’arresto, tanto da non avere adesso più nulla a che fare con la società di Genova.

Massimo Ferrero torna libero: la reazione alla revoca degli arresti domiciliari

Massimo Ferrero torna dunque libero: l’ex presidente della Sampdoria era stato arrestato lo scorso 6 dicembre con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Avrebbe, secondo l’accusa della Procura e della Guardia di Finanza, fatto sparire del denaro proveniente dalle sue aziende con sede in Calabria in modo da evitare che finisse nelle mani dei creditori e del fisco e da fare sì che potesse piuttosto usufruirne per i suoi scopi personali. Gli accertamenti però avevano dimostrato che i fallimenti delle società di lui proprietà non erano avvenuti in modo lecito.

È così che dal 6 al 23 dicembre il Viperetta era stato costretto a rimanere in carcere, poi alla vigilia di Natale l’accoglimento della richiesta di trasferimento agli arresti domiciliari. Lì è rimasto fino a questo momento. Adesso può riavere la libertà. L’ex patron blucerchiato, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, avrebbe pianto alla notizia. Ma i guai con la giustizia non sono finiti. La prima udienza del processo è fissata infatti per il prossimo 21 settembre.





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