Matilde Ardia, il marito le diede fuoco/ Esce di prigione, lei “ora vivrò nella paura

- Paola Stigliano

Il marito le diede fuoco e finì in prigione, ma ora può uscire con la semilibertà. Matilde Arida, la vittima, dichiara di vivere con paura da quando ha appreso la notizia.

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Nonostante fosse preparata all’eventualità che una volta scontata metà pena, l’ormai ex marito potesse chiedere delle misure alternative, Matilde Ardia non potrà mai veramente accettare il fatto che l’uomo che le ha dato fuoco possa essere libero. Nel gennaio del 2013, Andrea Loro ha strangolato la moglie fino a farle perdere i sensi. Dopodiché ha dato fuoco all’auto dentro alla quale la donna si trovava. Matilde Ardia si è salvata grazie all’intervento di un passante, che ha visto l’auto in fiamme e qualcuno al suo interno. Così ha subito allertato i soccorsi, che una volta sul posto sono riusciti a salvare la donna, che è poi stata ricoverata per un lungo periodo. Andrea Loro è stato condannato a 10 anni di carcere, ma da ora potrà godere della semilibertà. I giudici affermano che nei 6 anni di carcere “ha mantenuto una condotta regolare e ha partecipato a corsi e attività”. Fino al 2023, anno in cui Andrea Loro avrà finito di scontare la sua pena, l’ex marito della vittima avrà modo di uscire dal carcere durante le ore diurne, ma dovrà fare ritorno entro sera.

Il marito le diede fuoco: ora gode della semilibertà, le parole di Matilde Ardia

Matilde Ardia, consapevole che questo momento sarebbe arrivato, ammette di aver paura: “un giudice legge le carte e può pensare che quella persona sia cambiata. Ma anche all’epoca nessuno avrebbe mai immaginato potesse arrivare a tanto, quindi io non avrò mai la garanzia che un domani non possa succedere di nuovo. So di dover convivere con la paura”. Tuttavia, al momento, non è la concessione della semilibertà ciò che le fa più male: “i giudici hanno riproposto la storiellina secondo cui a far salire la rabbia del signor Loro vi sia stata la scoperta di una camicia non stirata e della divisa da calcetto non lavata” spiega e aggiunge ai microfoni del Corriere “si tratta di una tesi portata dalla difesa e smontata pezzo per pezzo durante i processi di primo e secondo grado durante i quali si è ampiamente dimostrato che le motivazioni sono state altre”. Il fatto che i giudici abbiano riproposto questa versione riporta Matilde Ardia direttamente indietro nel tempo, ma non solo: “la storia della cattiva moglie mi fa cadere le braccia. Sapere che venga tirata in ballo ancora una volta mi offende profondamente”.



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