Matteo Bassetti/ “A luglio migliaia d’Italiani in lockdown: vanno cambiate le regole”

- Carmine Massimo Balsamo

L’infettivologo Matteo Bassetti lancia l’allarme: “In isolamento domiciliare 2-3 milioni di persone, vabbi cambiate le norme”

matteo bassetti
Matteo Bassetti ad Agorà Weekend

Matteo Bassetti lancia l’allarme: migliaia e migliaia di italiani rischiano di finire in lockdown, vanno cambiate le regole sull’isolamento. In un lungo post pubblicato su Facebook, l’infettivologo del Policlinico San Martino di Genova ha spiegato: “Non sarà un lockdown proclamato, ma a metà luglio, quando la fiammata estiva di omicron dovrebbe aver raggiunto il suo acme, una bella fetta d’Italia rischia di essere di nuovo in lockdown”.

Secondo le stime di Matteo Bassetti, si potrebbero ritrovare in isolamento domiciliare ben 2-3 milioni di italiani, se non di più: “Che sommati a quelli in ferie rischiano di mandare in tilt servizi essenziali, come quelli finalizzati alla sicurezza, i trasporti, la protezione civile già sotto stress , la stessa sanità, dove in media tra luglio e agosto metà del personale se ne va in vacanza, mettendo fuori uso un letto su tre. Per non parlare del settore turistico, della ristorazione, ecc”.

L’ALLARME DI MATTEO BASSETTI

Matteo Bassetti ha spiegato che il pericolo esiste perché oggi, in caso di positività, è necessario un isolamento domiciliare dai 7 ai 10 giorni. Per l’esperto le regole vanno cambiate, le idee sono chiare: “Come? Dicendo che è meglio stare a casa quando si hanno i sintomi influenzali e alla scomparsa si esce mettendo la mascherina per evitare di contagiare gli altri. Questa è l’unica soluzione: offrire al cittadino una possibilità. Coinvolgerlo e non obbligarlo. Diversamente continueremo ad avere positivi di serie A e di serie B”. Sul punto, Matteo Bassetti ha aggiunto: “Mi faccio il tampone fai da te e, per non finire in isolamento, non te lo dico. Sono moltissimi purtroppo. Di fronte a un virus evoluto e così diverso, ci vogliono regole nuove e maggiore velocità di reazione da parte delle istituzioni”.







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